La dittatura morale della (fu) Sinistra

Posted in Costume e società with tags , , , , , , , , on 19 giugno 2018 by carlottavox

Una volta,quando si voleva insultare qualcuno per sminuirlo,si usavano epiteti come “Piciu” (in Piemonte),”Pirla”(in Lombardia) o ”Mona( in Veneto):oggi per dare del “Minchione” a qualcuno si usa l’arzigogolato termine “Analfabeta Funzionale”,che poi vuol dire sempre Piciu-Pirla-Mona,ma fa’ più chic.
Nella jungla social,ma anche nei migliori programmi di approfondimento politico,è un attimo beccarsi dell’”analfabeta funzionale” da qualcuno:basta non votare “dalla parte giusta” e…si sa,in Italia “la parte giusta”,quella “dei buoni” è sempre e solo una…la sinistra,o sedicente tale.
Il pensiero unico dominante è sempre lo stesso,dal dopoguerra in avanti:per la paura di ricadere in una dittatura fascista siamo cascati in una dittatura morale e culturale di sinistra.
Sulla carta siamo uno stato laico e democratico,ma in soldoni,se a vincere le elezioni non è la sinistra…è subito regime,almeno per i media e la cosidetta “società civile”.
L’insediamento del nuovo governo è stato cosi faticoso che,ad un certo punto,in tanti abbiamo iniziato a pensare che il Presidente Mattarella facesse ripetere le consultazioni eppoi le elezioni finchè, a vincere, non fosse stato il Pd, ovvero ”i buoni”.
Se non sei di sinistra ,sei automaticamente,di default, ”un becero fascio-grillino-leghista” e immediatamente scatta “L’allarme populismo”…che una volta la parola “popolo” aveva accezioni positive di vicinanza alla gente comune e alle sue problematiche, ma oggi il popolo è sempre bue e capra, a meno che non voti “per i buoni”.
Io non ho nessuna simpatia per il Movimento Cinque Stelle,anche perchè qui a Torino abbiamo il peggior sindaco possibile (ribadisco che MI RIFIUTO DI USARE IL TERMINE “SINDACA”),ma ad un certo punto,dopo le elezioni del 4 marzo,ho preso atto che l’esercizio della democrazia era stato compiuto e la volontà popolare andava rispettata:se è democrazia ,lo  è sempre, non solo quando a vincere è la tua fazione.

Ho commesso anche io l’errore di sminuire chi votava Cinque Stelle, ma nel momento in cui ho scoperto che anche amici carissimi, molto più istruiti di me, pluri-laureati , li hanno votati con convinzione ,ho  capito che il fenomeno andava compreso,non denigrato con superficialità .

Chi vota diversamente da te va COMUNQUE rispettato a prescindere , non è deficiente  per il solo fatto di aver compiuto una scelta differente.
I compagni stanno sempre a ciarlare di “uguaglianza” e hanno sempre in bocca la parola “razzista”, ma i primi a discriminare chiunque non la pensi come loro, sono proprio loro “quelli buoni” ,quelli  “de sinistra”.
In Italia vige il PENSIERO UNICO DOMINANTE, secondo il quale, se non sei di sinistra, e non accetti i dettami di Saviano sull’immigrazione, sei peggio della merda e devi essere annientato, trattato come una pezza da piede, deriso e lasciato in un angolo , in perenne castigo.
Se OSI mettere in discussione il ruolo dell’Italia nella gestione dell’Immigrazione sei immediatamente classificato come un bastardo, un figlio di puttana e l’oliatissima macchina propagandistica “de sinistra” si mette immediatamente in moto,creando copertine come quella dell’Espresso, dove si dicono di Salvini cose che manco si dovrebbero scrivere nei cessi dei peggiori autogrill della Bassa.

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Io alle ultime elezioni ho votato Lega alla camera e Fratelli d’Italia al senato e non mi sento , per questo, una becera razzista ignorante.
E no…non sono nemmeno fascista, perchè mio nonno era un partigiano socialista ed io sono molto orgogliosa di portare il suo cognome.
Leggo 2 libri al mese (il fatto di aver avuto un distacco di retina mi ha un po’ rallentato nel mio ritmo di lettura, ma non mi ha vinto);
Guardo vari tg e programmi di approfondimento politico e leggo i quotidiani on line;
Sono sempre educata e, da buona “madamina” torinese , tengo moltissimo alla forma, all’eleganza dei miei modi ..perché , per il solo motivo di NON VOTARE A SINISTRA devo essere classificata come spazzatura?
Perchè mi devo prendere dell’”ANALFABETA FUNZIONALE” solo  perché  non mi ingoio la retorica terzomondista ,finto-buona, di Saviano,Erri De Luca e Vauro ???

Non dobbiamo più sentirci in colpa se non siamo di sinistra!!!Casomai deve essere la sinistra a sentirsi in colpa per aver abbandonato quel “popolo” che ora definisce bue.

Il nostro voto non conta meno di quello dei radical chic.

Non dobbiamo piu’ farci zittire dalle anime belle della sinistra,che quando non sanno come argomentare sul tema dell’immigrazione, subito tirano fuori accuse di fascismo e nazismo.

Ci siamo rotti il cazzo dei continui allarmismi sul “ritorno del fascismo”: a noi ci preoccupa il presente,non gli spettri duceschi di 80 anni fa.

Non siamo fascisti…perlomeno…io non lo sono,il mio background famigliare e’ socialista eppoi radicale,pertanto non siamo fascisti…siamo solo stanchi,ci sentiamo abbandonati dallo stato.

L’Italia è un paese devastato da una miseria sempre più diffusa : le aziende delocalizzano ed è un attimo trovarsi senza lavoro; non c’è lavoro per nessuno se non sottopagato e “a chiamata” (e qui dobbiamo ringraziare il PD…ma loro sono quelli buoni eh !!!)  e l’invasione dall’Africa che stiamo subendo ( perchè di INVASIONE si tratta, peraltro gestita malissimo dai precedenti governi) non fa altro che creare tensioni sociali e portare degrado (sia per gli italiani, sia per i migranti, costretti a vivere in miseria),delinquenza e malattie che noi avevamo debellato decenni fa e che stanno ritornando.
L’amara, triste, verità che la sinistra nega (per interessi economici nemmeno più tanto occulti), è che NON siamo un paese in grado di accogliere tutti incondizionatamente.
Qui non c’è posto per tutti.
L’Italia non è in grado di aiutare nessuno, perché , prima di tutto, deve leccarsi LE SUE ,di ferite. Stiamo cadendo, letteralmente ,a  pezzi…da nord a sud.
Perchè una minoranza elitaria deve permettersi di dire che il popolo italiano ,quella maggioranza elettorale che supporta Salvini per la chiusura dei porti ,ha torto a prescindere???

Siamo tutti brutti, sporchi e cattivi, noi che non votiamo (più) a sinistra? 
Nei salottini profumati, dove ci si sente più buoni leggendo i libri di Saviano ed Erri De Luca ,lontano dalle periferie in perenne allarme, tutto è meraviglioso ed il nemico si zittisce con l’hashtag “STAY HUMAN”, ma i primi ad ver perso l’umanità, sono proprio i radical chic.

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CHEF RUBIO alla ricerca dell’Italia(vera)perduta

Posted in Costume e società with tags , , , , on 15 maggio 2018 by carlottavox

In tempi di crisi,si sa,l’unica consolazione è mangiare….e quelli che curano i palinsesti televisivi lo sanno bene,visto che a qualunque ora del giorno e della notte,in tv, non si fa altro che parlare di cibo.
Accendi la tele,fai un giro tra i canali e dopo mezz’ora di visione, ti devi fare il pieno di citrosodina e gaviscon!!!

24 ore su 24 puoi vedere gente che si ingozza di hamburger fino a farsi scoppiare il colon;
super-ciccioni da 400 kg che trangugiano alette di pollo mentre piangono eppoi cuochi,cuochi,cuochi,cuochi in ogni dove!!!!
Cuochi che ci insegnano a vivere;
Cuochi che Freud può andare a farsi le uova strapazzate;
Cuochi fighetti;
Cuochi sex-simbols;
cuochi che prenderesti volentieri a sberle,usando le nocche (cosi fa piu’ male!!!);
cuochi simpaticamente burberi come il buon Cannavacciuolo o strizzati dentro jeans skinny come Borghese.
Cuochi in ogni dove,cuochi idolatrati come rockstar…che siccome di rock buono, ormai, non ce ne sta piu,tanto vale che ci mettiamo a esaltare i cuochi…che almeno se magna!!!!!
La cosa curiosa è che proprio guardando questi programmi di cucina,puoi farti un’idea del paese reale,delle sue fissazioni e delle sue idiosincrasie del momento.

Il must,ca va sans dire,è sempre APPARIRE, più che ESSERE , preferibilmente rinnegando tutto quello che in passato ha funzionato,e la tavola diventa subito metafora sociale e politica.

Tutto ciò che è tradizione è considerato,oggi,da rottamare: la massa vuole il cambiamento…che si tratti di un cambiamento perlopiù di facciata poco importa,e sti cazzi se , alla fine,  il conto sarà salatissimo per tutti!

Le regole vanno sovvertite a prescindere, con poche idee ma confusamente trendy e “social”.

La massa ha bisogno di fare tabula rasa del passato,a tavola come nel seggio.

La metafora sta li, in quelle Trattorie che si dipingono rustiche ma che sono,in realtà,accuratamente finto-trasandate…un po come le barbe,curatissime,degli hipster…ore ed ore di lavoro per apparire “semplici”,ma il tutto è una simulazione di “semplicità”,perchè,come diceva Bukowski:” la semplicità è la più grande affettazione del secolo”.

Meno mangi più paghi:ciò che conta non è la sostanza ma la MISE EN PLACE;LA LOCATION e “no…le fette di limone e l’insalatina dentro i piatti NO,perchè fanno anni 80 DIOMIO, sia mai!!!”

La cena fuori come status-symbol,l’aperitivo come way of life:mettiti in vetrina su instagram (lo abbiamo fatto tutti), che con lo spritz in mano, bastano 123 auto-scatti per apparire spontaneo e “semplice” il giusto.
Eppoi il salutismo ad ogni costo: via il glutine;
al rogo l’olio di palma…dimentichiamo di essere venuti su con tonnellate di NUTELLA e patatine stra-unte e convertiamoci al seitan manco fosse Buddha in persona!!!
Cristo Santo…basta con queste affettazioni e finzioni….siamo italiani…il sapore,la sostanza,il contenuto  dovrebbero essere un diritto costituzionale…e non solo a tavola!!!!!!
Per fortuna,in mezzo a tanta affettata ed irritante fighetteria vegano/radical chic, c’è CHEF RUBIO,con le camicie a quadri,le canotte macchiate di ragu’ ed i baffoni a manubrio che grondano,libidinosi,di olio,pomodoro e guanciale!!!

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La nuova trasmissione di Rubio “CAMIONISTI IN TRATTORIA”è la narrazione che mancava del nostro paese,lo “storytelling” di cui DAVVERO avevamo bisogno per ritrovare le atmosfere perdute dei festival dell’Unità della nostra infanzia.
In “CAMIONISTI IN TRATTORIA” possiamo ritrovare l’Italia sperduta nella nebbia,lontana da qualunque eco di glamour e lontana da astruse piattaforme di pseudo-democrazia telematica .
E’ la provincia piu’ profonda, dove “una strada attraversa il paese,il paese è quella strada”,citando i MASSIMO VOLUME di “DA QUI”.
Se volessimo fare una metafora politica,gli chef fighetti stanno al PD elittario e lontano dal popolo,come Chef Rubio sta,appunto,ai vecchi festival dell’unità di una volta,dove tra una costina ed una salsiccia si parlava dei diritti dei lavoratori…ma ops,la sinistra è morta,i lavoratori sono in estinzione e il tofu ha sostituito le braciole!

Ricominciare dal basso,è quasi sempre la risposta giusta per qualunque tipo di domanda e se ormai il linguaggio culinario è l’unico che ancora ha un seguito in questo paese disastrato,i dirigenti politici della  fu-sinistra dovrebbero farsi una bella maratona-tv di Chef Rubio.

Ritrovare la strada di casa.

Ricordarsi ciò che eravamo per poter avere,ancora,un’identità.

Il tramandarsi antiche ricette del passato, per poter vivere in armonia il presente.

La sostanza contro la fuffa,la sostanza della trippa contro l’insipida inutilità al gusto di cartone del tofu.

 

#Gf15 :il bullismo è un’altra cosa

Posted in Costume e società with tags , , , , , , , on 2 maggio 2018 by carlottavox

Sia alle scuole elementari che alle scuole medie, la sottoscritta è stata vittima di bullismo.
Ero una ragazzina gracile,timidissima,estremamente impacciata ed occhialuta:negli edonistici anni 80 non ne sapevo niente di vestiti firmati e nella tradizionale classifica delle “più belle della classe”, mi giocavo sempre l’ultimo posto con un’altra sfigata “quattrocchi” come me.
Sono stata picchiata,insultata,ricattata e tormentata per anni e per anni ho passato mattinate a piangere in preda all’umiliazione e alla paura.
Alla faccia di Michele Serra ,che ha sostenuto,in un suo articolo,che il bullismo è figlio delle classi sociali meno abbienti e più ignoranti,posso dire che il mio principale aguzzino era un coetaneo fighetto di famiglia molto più  agiata della mia,di bell aspetto ed anche con voti alti.
Ho curiosato sul profilo facebook del principale carnefice della mia pubertà,pare che oggi Fabio R. sia diventato un medico affermato:spero,per i suoi pazienti,che il tempo l’abbia reso meno sadico e crudele.
È che il bullismo è sempre esistito,la differenza tra ieri e oggi ,è ,semplicemente, che ora è trendy parlarne,ma si procede sempre e solo per stereotipi e non si va mai in profondità …ormai il bullismo è un hashtag…ma del resto,ormai,pure il pensiero politico si è condensato negli hashtag, tanto è ormai privo di cose da dire e da dare.
Pure nei reality si fa un gran parlare,a sproposito, di bullismo:nel Grande Fratello 15 è stato espulso un concorrente per aver “aggredito” una concorrente donna di rara indisponenza e maleducazione e subito si è tirato in ballo l’abusato termine “bullismo”.

Si è sollevato un gran polverone di indignazione e sgomento da parte di stampa e web…ma come al solito,io sono una bastian contraria e desidero dire la mia sulla faccenda “bullismo al Grande Fratello”.

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Siccome io il bullismo l ho provato sulla mia pelle e mi ha rovinato l’adolescenza,penso di poterne parlare con cognizione di causa ed in merito al gran casino tra Aida e Boye,mi sento di poter dire che IO,VITTIMA DI BULLISMO,sto dalla parte dell’espulso Baye Dame.
Non mi sta bene tirare SEMPRE in ballo la violenza sulle donne ed il femminicidio(esiste anche il bullismo al femminile e molti fatti di cronaca ce ne portano testimonianza), perché tra quanto successo al #gf15 e la VERA violenza, penso che ci passi un oceano,cosi come penso che un avance,per quanto goffa,indesiderata e grossolana, sia lontana anni luce da uno stupro e da una VERA molestia (e qui faccio riferimento ai vari scandali e scandaletti che sono venuti fuori da sedicenti starlette in cerca di fama dopo il caso Weinstein).

BASTA con il  tirare in ballo continuamente la violenza sulle donne per difendere donne dal comportamento INDIFENDIBILE!!!!

Una donna che si comporta male e non civilmente NON deve essere picchiata,ma NON è intoccabile solo in quanto donna:un bel vaffanculo,una donna,se lo merita,deve prenderselo tutto come qualsiasi altra creatura di questo pianeta.

Una donna non si picchia nemmeno con un fiore(ed infatti Boye non l ha picchiata,precisiamolo una volta per tutte!!!),ma se si comporta come la peggiore delle streghe,si deve prendere la sua dose di vaffanculo come qualunque altro essere maleducato ed incivile merita!!!

Le femministe hanno rotto il cazzo per decenni con la storia della parità,che ci sia anche la parità di insulti allora…. oppure noi donne continuiamo ad essere delle bestioline da rinchiudere nelle riserve indiane delle quote rosa????

Siamo tutti d’accordo che la violenza non sia mai una risposta,ma va specificato che nel momento in cui si fanno delle palesi PROVOCAZIONI DI GRANDE SGRADEVOLEZZA (per più volte Aida ha insultato e sbeffeggiato  Baye Dame )…ad ogni azione corrisponde reazione!!!!
Sappiamo benissimo tutti quanto Barbara D’Urso sia maestra nell’orchestrare situazioni sempre sul limite per attirare il pubblico,e sicuramente la spagnola Aida è stata buttata nella mischia apposta per provocare e svegliare dal coma-vigile i bradipi  all’interno della casa del Gf…ma allora… non ti stupire se qualcuno,alla fine,per queste provocazioni,si incazza sul serio!!!
Io ,vittima di bullismo, penso che la VERA bulla,all’interno del #Gf15, sia stata la signora Aida,con i suoi ripetuti insulti, anche razziali, all’indirizzo di Baye Dame.
Io,vittima di bullismo,ho molta più pietà ed umana comprensione per l’esasperato e sfinito Baye, che non per l’indisponente Aida,che subito ha sfruttato la infelice situazione per ritagliarsi un ruolo della vittima sacrificale che francamente non le compete.
È veramente una vittima,per me,chi ,pur stando in disparte facendosi pacificamente i cazzi suoi,viene GRATUITAMENTE attaccato…non chi oggi,domani e dopodomani ti sfrangia la minkia e ti esaspera, eppoi frigna se osi ribellarti(seppur malamente) ai suoi insulti e alle provocazioni.
Credo sia tempo di andare al di la degli stereotipi,del buonismo di facciata e di tracciare un bel solco tra vere vittime e veri carnefici.

La violenza è sempre da condannare, ma per porgere l’altra guancia si richiedono qualità che non fanno parte dell’umano mondo di noi miseri mortali

Please,Be Kind

Posted in Riflessioni e scazzi with tags , , , on 26 marzo 2018 by carlottavox

E’ notizia di oggi la scomparsa prematura ed improvvisa di Fabrizio Frizzi :questo articolo NON vuole essere l’ennesimo coccodrillo, in quanto persone ben più importanti e qualificate di me hanno già scritto ciò che era doveroso scrivere per celebrare la vita di un uomo perbene.
La morte di un uomo divenuto,giustamente,celebre per la sua gentilezza,la sua umiltà ed il suo essere “umano”,nel senso più profondo del termine è per me,invece,lo spunto per una riflessione sul significato della gentilezza.
Un detto popolare recita che “la gentilezza salverà il mondo”: io,da cinica disillusa (ed un filo nichilista)non credo che il Mondo possa più essere salvato,per dirla tutta, credo, semmai, che il genere umano la meriti tutta l’estinzione, per almeno una milionata di motivi di cui spesso ho avuto modo di parlare su questo blog…però c’è un però.
Nel nostro scaraventarci giù di corsa per le scale dei problemi quotidiani,trascorriamo buona parte del nostro tempo incazzati,imbronciati e gonfi di odio e rancore che alimentiamo attraverso scazzi di pura futilità.

Ci danno fastidio una marea di cose:
ci dà fastidio il coglione sulla panda davanti a noi che cambia corsia senza mettere la freccia;
ci dà fastidio la vecchia che non ci fa passare alla cassa del supermarket anche se lei ha il carrello pieno e noi solo un cartone di latte ed i croccantini per le gatte;
vorremmo uccidere,lentamente, chi attacca bottone alla fermata di un bus che non arriva mai e cosi torniamo a casa con i coglioni che girano ed un profondo odio per il genere umano.

Incazzati neri iniziamo a fantasticare di quanto sarebbe salubre e “disinfettante” un bell’ olocausto nucleare che spazzi via tutto ,noi stessi inclusi, ma poi,fateci caso,basta un sorriso inaspettato da parte di uno sconosciuto o l’inattesa gentilezza di un passante che ci aiuta in un momento di difficoltà ed il cielo ci appare meno fosco e foriero di diluvio.

Una delle poche verità alle quali sono giunta dopo 41 anni su questa terra,tra tante delusioni,dolori e giramenti di coglioni,è che DAVVERO la gentilezza può fare la differenza e che non si tratta della solita stronzata buonista.

Un singolo gesto gentile è DAVVERO una carezza sull’anima;l’essere EDUCATI,rispettosi e perbene è DAVVERO prezioso e ci rende IMMORTALI nel ricordo di chi ci ha conosciuti o incontrati anche solo per una frazione di secondo.

Nel momento in cui saremo costretti a varcare la soglia andandocene “dall’altra parte”,nell’istante in cui saremo sbattuti nel nulla,nudi e soli,che cosa vogliamo resti di noi?
Le chat in cui mandiamo a fare in culo qualcuno, i selfie al cesso o il ricordo di essere stati ,almeno in qualche ispirata occasione, una persona gentile?

Se oggi tutti noi siamo rimasti così addolorati e sgomenti alla notizia della morte di Fabrizio Frizzi è perchè DAVVERO ci dispiace che una persona carina,educata ed esemplarmente gentile non ci sia più.
Perchè la gentilezza è SEMPRE un esempio e quando una creatura gentile lascia questo Mondo,il Mondo diventa un posto infinitamente più triste.
Mi commuove,profondamente,fino alle lacrime, ascoltare chi ricorda Frizzi come una persona sempre carina,umile e rispettosa con tutti e penso che QUESTO,più del suo ricco curriculum di trasmissioni di successo, lo renderà immortale nel ricordo di ciascuno di noi.
Badate bene: non è la fama,non è la gloria, non è l’elenco delle persone che si scopano,non è il denaro a farci ricordare,ma la gentilezza.

Temo che la gentilezza non sia sufficiente per  salvare il Mondo,ma ,forse,può essere sufficiente a salvare la nostra anima.

W la figa

Posted in Costume e società with tags , , , , on 14 marzo 2018 by carlottavox

Sesso sesso sesso!!!

Cazzi,culi,tette,fighe,pecorine,pompini!!!
Sesso!!! Ho detto sesssooooooooo!!!
Scommetto che ho attirato la vostra attenzione,vero????
Certo,perché non si fa altro che parlare,ovunque,di sesso!
Il sesso è sempre presente in TUTTE le conversazioni e a fidarsi delle chiacchere da bar o da social,i maschietti son tutti pornostar che Rocco, in confronto, è Alvaro Vitali.
Conta solo il sesso, “l’importante è sborrare”non importa dove,come e con chi…altro che “l’importante è finire”,come elegantemente scriveva il sommo poeta Malgioglio.
Basta con i sottointesi,i vedo-non vedo e la seduzione discreta alla “lezioni di piano”, dove Harvey Keytel si arrapava a bestia per poter toccare la pelle di Holly Hunter da un buco sul vestito (sono proprio antiquata con le mie fantasie erotiche cinematografiche).
Nel villaggio globale si cercano e si scambiano cazzi un tanto al kg.
Signo’ tolgo o lascio???? Lasci lasci!!
Perché poi,alla fine, tutto sta evoluzione umana di milioni di anni è servita più che altro per  poter mandare,in chat, la foto del proprio cazzo da Catanzaro a Sidney nel tempo di uno starnuto.
Alla faccia del povero ed appena defunto Hawking,pare che l unico buco nero che interessi DAVVERO all’umanità sia il buco del culo.
Tristi constatazioni dell’imbarbarimento culturale umano.
Gli uomini preistorici hanno lasciato graffiti sulle caverne per raccontarci la loro vita;
gli antichi egizi ci hanno lasciato i geroglifici nelle tombe dei faraoni..di noi rimarrà un “w la figa” scritto sulle bacheche di facebook,anziché sulle piastrelle del cesso di un autogrill.

La mia non è una polemica di stampo femminista (mi stanno sul cazzo le femministe,a dirla tutta) né tantomeno una reprimenda bigotta (sono convintamente atea) ma una semplice dichiarazione di sbigottimento di fronte alla pochezza che l’essere umano può raggiungere in assenza di contenuti.

Esiste solo il sesso,si parla solo di sesso,la mancanza di sesso è peggio di avere il cancro per una moltitudine di esseri umani,stando a sentire o a leggere i discorsi più dozzinali.
Non c’è spazio per i sentimenti,per la malinconia,la nostalgia,il sogno,l’utopia o la distopia….togliti le mutande che dobbiamo ficcare…senno poi al bar cosa racconto quando ordino il prosecchino????
Non esiste che il sesso e la spiegazione di ogni mancanza o problema…è sempre il sesso,o la sua mancanza (e qui è colpa di Freud).
Sfatiamolo sto mito del sesso onnipresente….sfatiamolo,perché ormai si è trasformato un atto prezioso in bassa macelleria da esibire sui social.
Quante volte avete sentito,in merito ad una persona antipatica,questa frase?
“Quella/o è acido/a perché non scopa…se facesse più sesso non sarebbe cosi odioso/a”
No no e no….diciamolo:la maggior parte delle persone rompicoglioni e cagacazzo anche quando è  sessualmente attivo è, COMUNQUE,cagacazzo.
Ve lo posso assicurare…in prima persona.
E’ carattere,signora mia,solo e semplicemente brutto carattere, che non è in alcun modo toccato dall’utilizzo o meno del luna park pelvico.

La sessualità è una parte importante ed appagante della vita,in particolar modo se legata all’affettività profonda,ma non ruota TUTTO intorno ad essa.
Pensateci!
Quanto tempo MATERIALE occupa il sesso nel nostro quotidiano vivere?
Se ci pensate,capirete che la maggior parte della ns esistenza la trascorriamo dormendo,cagando,mangiando,lavorando ed occupati in altre infinita’ di attività decisamente meno affascinanti e “raccontabili”del coito.
Cronometrando il tempo effettivo che dedichiamo al sesso, nell’arco di una intera vita, ci accorgeremmo di quanto in realtà sia un qualcosa di temporalmente  irrilevante rispetto ad altre attività meno gradevoli ma decisamente  piu “presenti” nel vivere di ogni giorno.
Si passa più tempo a girare il sugo,nella vita,che non a ciucciare cazzi,signora mia,ma non è trendy dirlo.
Il sesso viene citato continuamente nella comicità,nelle vignette,nelle conversazioni più puerili degli adulti meno maturi, ma l’amara (o forse solo veritiera) constatazione è che l’accoppiamento occupa un tempo infinitesimale della nostra esistenza…roba che si passa più tempo in coda alle poste o dal medico che in preda all orgasmo.
E comunque…niente…w la figa…perché tanto pare che oggi conti solo questo…!
A che ora è la fine del Mondo?
Credo che un bel buco nero ci vorrebbe proprio…ma quello di Stephen né

 

 

Gli U2 e le canzoni dell’esperienza e del dolore

Posted in Musica with tags , , , , on 18 dicembre 2017 by carlottavox

Alla notizia che “GLI U2 SONO TORNATI”,fino ad un paio di settimane fa,avrei risposto con un bel “E STI CAZZI NON CE LO METTIAMO?”.
Dopo quell’ abominio di SONGS OF INNOCENCE che tante umiliazioni ha portato ai quattro irlandesi( la creazione di una app appositamente costruita per cancellare dai device apple il loro penultimo album, imposto ai possessori di i-phone, e l’annessa gogna mediatica che ne è seguita),francamente avevo riposto tutte le mie (numerose)t-shirt degli uddue ed i vari poster accumulati in decenni di “fansitudine” nell’angolo più recondito dell’ armadio,lontano dagli occhi e soprattutto dal cuore.
Dopo averli seguiti per un ventennio ed aver passato una bella quindicina di anni ad essere parte (molto)attiva dei vari storici forum a loro dedicati(creando amicizie decennali e nemesi storiche) io gli uddue ormai li avevo direttamente riposti nel cestino dell’umido,dedicandomi ad ascolti ben più soddisfacenti delle canzonette inutili,irritanti e commerciali con cui ci hanno intasato le orecchie dopo POP(di fatto L’ULTIMO ALBUM DEGLI U2 DEGNI DELLA PROPRIA FAMA).
Le varie “ELEVATION”,”VERTIGO”,ALL BECAUSE OF YOU” e tutti quei brani più molli di una mutanda dall’elastico smollato dai troppi lavaggi, mi avevano francamente fatto passare la voglia di stare ancora appresso a 4 rockstars senza più le palle per osare.
Con “NO LINE ON THE HORIZON”,dopo tanta merda inutile,avevano tirato fuori dal cilindro dei pezzi meravigliosi come “FEZ”,”CEDARS OF LEBANON”,”UNKNOW CALLER” e”MOMENT OF SURRENDER”,tracce degne dello straordinario repertorio del passato,ma il resto di quel disco era stata la solita zuppa indigesta che ci avevano propinato dal 2000 in avanti,trasformandoli, di fatto, in un gruppo dal presente insignificante,irrilevante,inutile.
L’album “SONGS OF INNOCENCE” fu poi,per me, il distacco definitivo dagli u2:un disco pretenzioso,plastificato,sovraprodotto costituito da canzonette lagnose,obsolete, senza nerbo,dai ritornelli urlati,facili,immediati e senza più la caratteristicica chitarra di Edge che è stata la fortuna del gruppo irlandese.
Ci è toccato sorbirci Bono sessantenne con un ciuffo biondo che manco Ciro Immobile;The Edge che saltava con il chiodo credendo di essere un Ramones,salvo poi cadere dal palco;i soliti pipponi sul “volemose bbbbbene” e salviamo l’Africa ma non paghiamo le tasse e facciamo i testimonial di Louis Vuitton, ma con lo sfondo della savana cosi facciamo vedere che siamo sempre quelli buoni.
Diciamola tutta….Bono aveva proprio rotto i coglioni e gli uddue dopo quel disastro di “SONGS OF INNOCENCE” li avevo ormai classificati come una boy band geriatrica da bocciofila di quartiere.
Con queste premesse l’uscita di SONGS OF EXPERIENCE mi ha pertanto colto completamente priva di alcuna aspettativa e su di loro non avrei puntato nemmeno un centesimo bucato,essendo,peraltro,la creatrice della pagina facebook U2 VOGLIAMO RICORDARVI DA VIVI.
Nel momento in cui,però,premo PLAY sul lettore cd vengo folgorata dalla prima traccia “Love Is All We Have Left” che sembra direttamente uscita da quel capolavoro(purtroppo dimenticato) chiamato PASSENGERS.
Un’intro cupa,in pieno stile Brian Eno,con un Bono che finalmente la pianta di urlare ritornelli puerili e canta su tonalità basse,quelle più congeniali ad un sound adulto e non mainstream.
“Love Is All We Have Left” ci fa capire che gli u2 sono ancora in grado di creare sonorità alla “YOUR BLUE ROOM”ed il pezzo profuma di Kraftwerk…e chi lo avrebbe mai detto che nel 2017 avrebbero ancora tirato fuori un pezzone del genere,specie dopo il pestilenziale album precedente?
“Lights Of Home” parte con delle schitarrate finto-blues/rock abbastanza scontate e sembra essere il solito pezzo inutile degli u2 post2000,ma poi il pezzo si apre,si evolve in maniera non cosi facile e ci regala FINALMENTE un po di “sano”Edge e dei coretti finali alla Beatles che davvero impreziosiscono una melodia tutto sommato piacevole.
“You’re The Best Thing About Me” è il singolo terribilmente radiofonico che ci martella da diversi mesi ed è easy listening in modo imbarazzante,un pop acchiappa like innocuo e puerile, ma la parte chitarristica centrale lo nobilita non poco perchè alla fine,se ascolti gli u2,tu vuoi sentire QUELLA chitarra,con i suoi celebri riverberi ed effetti.
“Get Out Of Your Own Way”è la quintessenza della banalità,dell’inutilità ed esiste al solo scopo di essere skippata senza pietà come la patetica “American Soul”.
Gli U2 il punk-rock non sono proprio capaici di farlo e non capisco perchè si intestardiscano cosi tanto a provarci: ”American Soul” ha lo stesso inciso della già superflua “Volcano” e pure “The Blackout”suona patetica,muffosa,stantia…il patetico tentativo di sfoggiare del giovanilismo fuori tempo massimo.
Meglio va con “Summer of Love”,che ha il pregio di non inseguire ritornelli urlati e vede Bono alle prese di nuovo con tonalità basse che davvero esaltano il suo timbro inimitabile dei bei tempi che furono.
“Red Flag Day”ci riporta alle sonorità di “WAR”e finalmente sentiamo la presenza di Adam Clayton,per una volta non addormentato sul mixer avvolto in uno dei suoi amatissimi kimoni.
“ The Showman (Little More Better)” pare essere un divertissement sonoro,ironico,fresco ed anche un po dolente che ha un ritornello ruffiano ma divertente che fa pure venire voglia di muovere il culetto.
E’ però con i successivi pezzi “The Little Things That Give You Away” e “Landlady”che torniamo ai livelli ALTISSIMI del brano di apertura:ecco due pezzi da pelle d’oca e brividoni che ti trasportano direttamente nelle atmosfere dei migliori uddue degli anni 90.
Due pezzoni della madonna,suonati meravigliosamente e cantati ancora meglio che ti fanno venire voglia di chiamare Bono e prenderlo a ceffoni chiedendogli perchè dei pezzi così non li ha fatti prima,invece di insozzarci le orecchie con delle cagate abonormi come “song for someone” e altre cosacce inutili dal cucuzzaro post 2000.
“Love Is Bigger Than Anything In Its Way” riprende le note sonorità di “With or without you”e quindi non aggiunge nulla di nuovo e suona stucchevole e stucchevole risulta essere anche “13 (There is A Light)”nonostante le buone intenzioni del tappeto sonoro piacevolmente sommesso.
La bonus track “Book Of Your Heart” regala brividi per un Bono ancora alle prese con le giuste tonalità basse,scure,cupissime che meglio si sposano con la sua timbrica:sembra la sorellina di “Acrobat” ed anche questo pezzo ci fa capire che gli uddue sono ancora assolutamente capaci di creare melodie non scontat,e ma di grande atmosfera,solo che evidentemente hanno paura di farlo per timore di perdere il consenso popolare.
“Book Of Your Heart”, “Love Is All We Have Left” ,“The Little Things That Give You Away” e “Landlady” sono FINALMENTE i pezzi che ti aspetti dal glorioso marchio U2 e nel complesso SONGS OF EXPERIENCE suona INASPETTATAMENTE bene e ti viene voglia pure di risentirlo più e più volte come ai tempi che furono.
A quanto pare gli U2 non sono affatto morti come in molti pensavamo,probabilmente si sono semplicemente persi nello sterminato ego ipertrofico di Bono,che meglio avrebbe fatto a dedicarsi esclusivamente alla musica,anzichè a cause perse senza alcuna credibilità.

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Oggi Bono ha 57 anni,soffre di glaucoma e chissà quali altre misteriose patologie e sembra parecchio più vecchio e consumato di quanto dichiari il suo attestato di nascita.
Il Bono di oggi ha fatto i conti con la malattia,l’avvicinarsi della morte e la consapevolezza di aver compiuto parecchi (gravi)passi falsi sia come artista che come uomo…e con questo Bono,reso più umile dalle batoste,umanizzato dalle bastonate ricevute,posso dire di aver fatto pace dopo tanti anni di contestazione da fan tradita.
Gli U2 stavolta sono tornati davvero e spero non ci deludano ancora.

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Scusate per l’assenza, ma a volte ritornano

Posted in Riflessioni e scazzi with tags , , on 27 novembre 2017 by carlottavox

Lo dichiaro subito,io sono un’ ipocondriaca,un’ipocondriaca ansiosa patologica, forse ancora più di Carlo Verdone.
Ho spesso passato notti insonni ad auto-diagnosticarmi malattie attraverso Google:ho compiuto infinite ricerche partendo da sintomi APPARENTEMENTE insignificanti per attribuirmi patologie ovviamente invalidanti o mortali..tutto questo, forse, per esorcizzare il mio terrore per ogni possibile malattia che può aggredire un essere umano.
Da wikimedica a “dica33” a “il medico risponde” ,se mai qualcuno decidesse di monitorare la mia cronologia di navigazione, troverebbe solo siti di medicina ed auto-diagnosi:fosse per me,i vari siti pornografici morirebbero di fame perché io navigo quasi solo per cercare informazioni sulle malattie o su come sono morti male personaggi più o meno noti.
Con un misto di preoccupazione e di vanto ho sempre dichiarato di “avere ancora tutti i pezzi originali”,ovvero, di essere arrivata alla mia età con ancora tutti i miei organi al proprio posto,senza aver mai subito interventi chirurgici di alcun tipo,manco la rimozione dei denti del giudizio o di una carie per intenderci,e di non aver mai soggiornato in ospedale al di là di visite mediche di controllo,
Il problema è che anche per un ipocondriaco arriva, prima o poi, il momento di fare i conti con una patologia VERA e di dover affrontare una VERA emergenza medica e di dover purtroppo solcare le porte di un ospedale,senza poter uscire subito.
Casalinga distratta,pressapochista e parecchio fancazzista,ciò che mi ha costretta a dover essere ricoverata d’urgenza all’Ospedale Oftalmico di Torino è stato un incidente domestico che ha portato al distacco della retina all’occhio destro.
Portatrice di occhiali sin dalla tenera età di sei anni,non mi sono mai preoccupata più di tanto della salute dei miei occhi,salvo cambiare gradazione delle lenti quando mi accorgevo di non vedere più bene,sono stata iniziata alle “gioie” di ogni possibile visita diagnostica e cura.

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Nel giro di due mesi,da che non avere mai nemmeno tolto le tonsille,mi sono trovata a dover stare sotto i ferri per più di 4 ore ininterrotte per un complicato intervento doppio di rimozione della cataratta e ri-accollamento della retina attraverso l’applicazione di un tampone di silicone (densiron) e a dover affrontare,un mese dopo,una seconda operazione per la rimozione di tale tampone.
In due mesi sono stata bucata da qualunque tipo di ago che non in 40 anni di età,ho degustato il TERRORE puro dei pensieri nefasti della notte prima di un intervento chirurgico e l’angoscia di vedere ogni singolo movimento chirurgico sul mio occhio, attraverso l’anestesia locale che ti lascia pienamente cosciente di quel che ti sta accadendo.
La notte dopo l’intervento ho anche avuto un delirio mistico che mi ha portato a parlare con i defunti,salvo scoprire poi che,per me,il CONTRAMAL è un trip di merda e che non c ho proprio il fisico per le sostanze psicotrope e gli oppioidi.
Mi sono dovuta barcamenare tra flebo,dolorosissimi punti nell’occhio,dolore post-operatorio e compagne di stanza ottuagenarie bisbetiche che mi hanno scambiato per una drogata e successivi ricoveri d’urgenza per “ipertono”,provando così i peggiori dolori della mia intera vita ed intraprendendo un percorso clinico e psicologico per me assolutamente inedito e spiazzante.

A 40 anni ho scoperto che esiste una dimensione parallela alla vita quotidiana di ciascuno,una realtà ospedaliera fatta di lunghissime attese e silenzi in cui si impara,per forza di cose,a coltivare la pazienza,la rassegnazione e l’accettazione del proprio destino.
Tanta è stata la paura di perdere completamente la vista dall’occhio operato, che sono caduta nell’abisso di un esaurimento nervoso con tutti i crismi,scoprendomi incredibilmente debole,fragile e spaventata.
Posso dire di aver passato il peggior momento della mia vita ed ancora adesso non so’ quale sia stata l’entità del danno che il mio occhio destro ha subito a causa di questo gravissimo distacco di retina.
Non so quante diottrie ho perso e quante ne recupererò, perché la prognosi del distacco di retina rimane riservata per mesi ed il processo di guarigione è lentissimo ed impervio,difficilissimo.
Quello che so,per certo,è che all’Ospedale Oftalmico di Torino ho trovato un chirurgo eccezionale come il Dott. Francesco Faraldi (un vero e proprio luminare nel suo campo) ed un personale medico e paramedico di assoluta eccellenza ed umanità.
Nei momenti di maggiore spavento,dolore e disperazione ho sempre trovato un sorriso amico tra i membri del reparto del Dott. Panico, ed ancora adesso ringrazio la capo-infermiera Silvia (il cognome purtroppo non lo conosco, ma spero che in qualche modo,prima o poi,legga queste mie parole di gratitudine)per la sua dolcezza e l’ausiliaria Lumia,”la ragazza musulmana con il velo” per avermi fatto ridere e sorridere anche nelle notti più disperate.

Se oggi sono in grado,pur con qualche difficoltà,di poter ancora scrivere su questo blog lo devo all’Ospedale Oftalmico di Torino:troppo spesso ascoltiamo storie di malasanità nel nostro paese ma per una volta voglio mettere in luce l’assoluta eccellenza di una nostra struttura sanitaria.
Nel momento in cui scrivo (fine novembre 2017) sta per iniziare il trasferimento dell’intero ospedale oftalmico nella cosiddetta “città della salute”:non esisterà più l’ospedale specialistico ma verrà a breve integrato nell’ospedale Molinette…perché in Italia,quando qualcosa funziona bene,ovviamente lo smantelliamo(come qui a Torino è già accaduto con un’altra eccellenza:l’ospedale Valdese).

Nonostante il dolore provato,nonostante l’angoscia e la paura, posso dirmi grata di aver ricevuto prove d’amore commoventi,manifestazioni di sincera amicizia anche da persone che non conosco personalmente e alla fine di questa brutta storia posso dire che il sentimento che prevale in me è un’infinita gratitudine per tutti quelli che mi sono stati accanto nei momenti di pura disperazione che ho avuto.
L’animo umano è cosi bizzarro che,per apprezzare la vita e quello che si ha,bisogna prima camminare sul ciglio dell’abisso guardandoci dentro.

“Un uomo che cammina lungo un
precipizio, sembra indifferente e non guarda in basso
con quella sensazione di essere immortale di chi ha perso tutto
poi vede quella stanza in fondo al corridoio, quella in cui quando si entra tutto quanto è buio
così afferra la maniglia respira, chiude gli occhi, apre la porta e tutto è li”
(Niccolo’ Fabi “ELEMENTARE”)