Please,Be Kind

Posted in Riflessioni e scazzi with tags , , , on 26 marzo 2018 by carlottavox

E’ notizia di oggi la scomparsa prematura ed improvvisa di Fabrizio Frizzi :questo articolo NON vuole essere l’ennesimo coccodrillo, in quanto persone ben più importanti e qualificate di me hanno già scritto ciò che era doveroso scrivere per celebrare la vita di un uomo perbene.
La morte di un uomo divenuto,giustamente,celebre per la sua gentilezza,la sua umiltà ed il suo essere “umano”,nel senso più profondo del termine è per me,invece,lo spunto per una riflessione sul significato della gentilezza.
Un detto popolare recita che “la gentilezza salverà il mondo”: io,da cinica disillusa (ed un filo nichilista)non credo che il Mondo possa più essere salvato,per dirla tutta, credo, semmai, che il genere umano la meriti tutta l’estinzione, per almeno una milionata di motivi di cui spesso ho avuto modo di parlare su questo blog…però c’è un però.
Nel nostro scaraventarci giù di corsa per le scale dei problemi quotidiani,trascorriamo buona parte del nostro tempo incazzati,imbronciati e gonfi di odio e rancore che alimentiamo attraverso scazzi di pura futilità.

Ci danno fastidio una marea di cose:
ci dà fastidio il coglione sulla panda davanti a noi che cambia corsia senza mettere la freccia;
ci dà fastidio la vecchia che non ci fa passare alla cassa del supermarket anche se lei ha il carrello pieno e noi solo un cartone di latte ed i croccantini per le gatte;
vorremmo uccidere,lentamente, chi attacca bottone alla fermata di un bus che non arriva mai e cosi torniamo a casa con i coglioni che girano ed un profondo odio per il genere umano.

Incazzati neri iniziamo a fantasticare di quanto sarebbe salubre e “disinfettante” un bell’ olocausto nucleare che spazzi via tutto ,noi stessi inclusi, ma poi,fateci caso,basta un sorriso inaspettato da parte di uno sconosciuto o l’inattesa gentilezza di un passante che ci aiuta in un momento di difficoltà ed il cielo ci appare meno fosco e foriero di diluvio.

Una delle poche verità alle quali sono giunta dopo 41 anni su questa terra,tra tante delusioni,dolori e giramenti di coglioni,è che DAVVERO la gentilezza può fare la differenza e che non si tratta della solita stronzata buonista.

Un singolo gesto gentile è DAVVERO una carezza sull’anima;l’essere EDUCATI,rispettosi e perbene è DAVVERO prezioso e ci rende IMMORTALI nel ricordo di chi ci ha conosciuti o incontrati anche solo per una frazione di secondo.

Nel momento in cui saremo costretti a varcare la soglia andandocene “dall’altra parte”,nell’istante in cui saremo sbattuti nel nulla,nudi e soli,che cosa vogliamo resti di noi?
Le chat in cui mandiamo a fare in culo qualcuno, i selfie al cesso o il ricordo di essere stati ,almeno in qualche ispirata occasione, una persona gentile?

Se oggi tutti noi siamo rimasti così addolorati e sgomenti alla notizia della morte di Fabrizio Frizzi è perchè DAVVERO ci dispiace che una persona carina,educata ed esemplarmente gentile non ci sia più.
Perchè la gentilezza è SEMPRE un esempio e quando una creatura gentile lascia questo Mondo,il Mondo diventa un posto infinitamente più triste.
Mi commuove,profondamente,fino alle lacrime, ascoltare chi ricorda Frizzi come una persona sempre carina,umile e rispettosa con tutti e penso che QUESTO,più del suo ricco curriculum di trasmissioni di successo, lo renderà immortale nel ricordo di ciascuno di noi.
Badate bene: non è la fama,non è la gloria, non è l’elenco delle persone che si scopano,non è il denaro a farci ricordare,ma la gentilezza.

Temo che la gentilezza non sia sufficiente per  salvare il Mondo,ma ,forse,può essere sufficiente a salvare la nostra anima.

Annunci

W la figa

Posted in Costume e società with tags , , , , on 14 marzo 2018 by carlottavox

Sesso sesso sesso!!!

Cazzi,culi,tette,fighe,pecorine,pompini!!!
Sesso!!! Ho detto sesssooooooooo!!!
Scommetto che ho attirato la vostra attenzione,vero????
Certo,perché non si fa altro che parlare,ovunque,di sesso!
Il sesso è sempre presente in TUTTE le conversazioni e a fidarsi delle chiacchere da bar o da social,i maschietti son tutti pornostar che Rocco, in confronto, è Alvaro Vitali.
Conta solo il sesso, “l’importante è sborrare”non importa dove,come e con chi…altro che “l’importante è finire”,come elegantemente scriveva il sommo poeta Malgioglio.
Basta con i sottointesi,i vedo-non vedo e la seduzione discreta alla “lezioni di piano”, dove Harvey Keytel si arrapava a bestia per poter toccare la pelle di Holly Hunter da un buco sul vestito (sono proprio antiquata con le mie fantasie erotiche cinematografiche).
Nel villaggio globale si cercano e si scambiano cazzi un tanto al kg.
Signo’ tolgo o lascio???? Lasci lasci!!
Perché poi,alla fine, tutto sta evoluzione umana di milioni di anni è servita più che altro per  poter mandare,in chat, la foto del proprio cazzo da Catanzaro a Sidney nel tempo di uno starnuto.
Alla faccia del povero ed appena defunto Hawking,pare che l unico buco nero che interessi DAVVERO all’umanità sia il buco del culo.
Tristi constatazioni dell’imbarbarimento culturale umano.
Gli uomini preistorici hanno lasciato graffiti sulle caverne per raccontarci la loro vita;
gli antichi egizi ci hanno lasciato i geroglifici nelle tombe dei faraoni..di noi rimarrà un “w la figa” scritto sulle bacheche di facebook,anziché sulle piastrelle del cesso di un autogrill.

La mia non è una polemica di stampo femminista (mi stanno sul cazzo le femministe,a dirla tutta) né tantomeno una reprimenda bigotta (sono convintamente atea) ma una semplice dichiarazione di sbigottimento di fronte alla pochezza che l’essere umano può raggiungere in assenza di contenuti.

Esiste solo il sesso,si parla solo di sesso,la mancanza di sesso è peggio di avere il cancro per una moltitudine di esseri umani,stando a sentire o a leggere i discorsi più dozzinali.
Non c’è spazio per i sentimenti,per la malinconia,la nostalgia,il sogno,l’utopia o la distopia….togliti le mutande che dobbiamo ficcare…senno poi al bar cosa racconto quando ordino il prosecchino????
Non esiste che il sesso e la spiegazione di ogni mancanza o problema…è sempre il sesso,o la sua mancanza (e qui è colpa di Freud).
Sfatiamolo sto mito del sesso onnipresente….sfatiamolo,perché ormai si è trasformato un atto prezioso in bassa macelleria da esibire sui social.
Quante volte avete sentito,in merito ad una persona antipatica,questa frase?
“Quella/o è acido/a perché non scopa…se facesse più sesso non sarebbe cosi odioso/a”
No no e no….diciamolo:la maggior parte delle persone rompicoglioni e cagacazzo anche quando è  sessualmente attivo è, COMUNQUE,cagacazzo.
Ve lo posso assicurare…in prima persona.
E’ carattere,signora mia,solo e semplicemente brutto carattere, che non è in alcun modo toccato dall’utilizzo o meno del luna park pelvico.

La sessualità è una parte importante ed appagante della vita,in particolar modo se legata all’affettività profonda,ma non ruota TUTTO intorno ad essa.
Pensateci!
Quanto tempo MATERIALE occupa il sesso nel nostro quotidiano vivere?
Se ci pensate,capirete che la maggior parte della ns esistenza la trascorriamo dormendo,cagando,mangiando,lavorando ed occupati in altre infinita’ di attività decisamente meno affascinanti e “raccontabili”del coito.
Cronometrando il tempo effettivo che dedichiamo al sesso, nell’arco di una intera vita, ci accorgeremmo di quanto in realtà sia un qualcosa di temporalmente  irrilevante rispetto ad altre attività meno gradevoli ma decisamente  piu “presenti” nel vivere di ogni giorno.
Si passa più tempo a girare il sugo,nella vita,che non a ciucciare cazzi,signora mia,ma non è trendy dirlo.
Il sesso viene citato continuamente nella comicità,nelle vignette,nelle conversazioni più puerili degli adulti meno maturi, ma l’amara (o forse solo veritiera) constatazione è che l’accoppiamento occupa un tempo infinitesimale della nostra esistenza…roba che si passa più tempo in coda alle poste o dal medico che in preda all orgasmo.
E comunque…niente…w la figa…perché tanto pare che oggi conti solo questo…!
A che ora è la fine del Mondo?
Credo che un bel buco nero ci vorrebbe proprio…ma quello di Stephen né

 

 

Gli U2 e le canzoni dell’esperienza e del dolore

Posted in Musica with tags , , , , on 18 dicembre 2017 by carlottavox

Alla notizia che “GLI U2 SONO TORNATI”,fino ad un paio di settimane fa,avrei risposto con un bel “E STI CAZZI NON CE LO METTIAMO?”.
Dopo quell’ abominio di SONGS OF INNOCENCE che tante umiliazioni ha portato ai quattro irlandesi( la creazione di una app appositamente costruita per cancellare dai device apple il loro penultimo album, imposto ai possessori di i-phone, e l’annessa gogna mediatica che ne è seguita),francamente avevo riposto tutte le mie (numerose)t-shirt degli uddue ed i vari poster accumulati in decenni di “fansitudine” nell’angolo più recondito dell’ armadio,lontano dagli occhi e soprattutto dal cuore.
Dopo averli seguiti per un ventennio ed aver passato una bella quindicina di anni ad essere parte (molto)attiva dei vari storici forum a loro dedicati(creando amicizie decennali e nemesi storiche) io gli uddue ormai li avevo direttamente riposti nel cestino dell’umido,dedicandomi ad ascolti ben più soddisfacenti delle canzonette inutili,irritanti e commerciali con cui ci hanno intasato le orecchie dopo POP(di fatto L’ULTIMO ALBUM DEGLI U2 DEGNI DELLA PROPRIA FAMA).
Le varie “ELEVATION”,”VERTIGO”,ALL BECAUSE OF YOU” e tutti quei brani più molli di una mutanda dall’elastico smollato dai troppi lavaggi, mi avevano francamente fatto passare la voglia di stare ancora appresso a 4 rockstars senza più le palle per osare.
Con “NO LINE ON THE HORIZON”,dopo tanta merda inutile,avevano tirato fuori dal cilindro dei pezzi meravigliosi come “FEZ”,”CEDARS OF LEBANON”,”UNKNOW CALLER” e”MOMENT OF SURRENDER”,tracce degne dello straordinario repertorio del passato,ma il resto di quel disco era stata la solita zuppa indigesta che ci avevano propinato dal 2000 in avanti,trasformandoli, di fatto, in un gruppo dal presente insignificante,irrilevante,inutile.
L’album “SONGS OF INNOCENCE” fu poi,per me, il distacco definitivo dagli u2:un disco pretenzioso,plastificato,sovraprodotto costituito da canzonette lagnose,obsolete, senza nerbo,dai ritornelli urlati,facili,immediati e senza più la caratteristicica chitarra di Edge che è stata la fortuna del gruppo irlandese.
Ci è toccato sorbirci Bono sessantenne con un ciuffo biondo che manco Ciro Immobile;The Edge che saltava con il chiodo credendo di essere un Ramones,salvo poi cadere dal palco;i soliti pipponi sul “volemose bbbbbene” e salviamo l’Africa ma non paghiamo le tasse e facciamo i testimonial di Louis Vuitton, ma con lo sfondo della savana cosi facciamo vedere che siamo sempre quelli buoni.
Diciamola tutta….Bono aveva proprio rotto i coglioni e gli uddue dopo quel disastro di “SONGS OF INNOCENCE” li avevo ormai classificati come una boy band geriatrica da bocciofila di quartiere.
Con queste premesse l’uscita di SONGS OF EXPERIENCE mi ha pertanto colto completamente priva di alcuna aspettativa e su di loro non avrei puntato nemmeno un centesimo bucato,essendo,peraltro,la creatrice della pagina facebook U2 VOGLIAMO RICORDARVI DA VIVI.
Nel momento in cui,però,premo PLAY sul lettore cd vengo folgorata dalla prima traccia “Love Is All We Have Left” che sembra direttamente uscita da quel capolavoro(purtroppo dimenticato) chiamato PASSENGERS.
Un’intro cupa,in pieno stile Brian Eno,con un Bono che finalmente la pianta di urlare ritornelli puerili e canta su tonalità basse,quelle più congeniali ad un sound adulto e non mainstream.
“Love Is All We Have Left” ci fa capire che gli u2 sono ancora in grado di creare sonorità alla “YOUR BLUE ROOM”ed il pezzo profuma di Kraftwerk…e chi lo avrebbe mai detto che nel 2017 avrebbero ancora tirato fuori un pezzone del genere,specie dopo il pestilenziale album precedente?
“Lights Of Home” parte con delle schitarrate finto-blues/rock abbastanza scontate e sembra essere il solito pezzo inutile degli u2 post2000,ma poi il pezzo si apre,si evolve in maniera non cosi facile e ci regala FINALMENTE un po di “sano”Edge e dei coretti finali alla Beatles che davvero impreziosiscono una melodia tutto sommato piacevole.
“You’re The Best Thing About Me” è il singolo terribilmente radiofonico che ci martella da diversi mesi ed è easy listening in modo imbarazzante,un pop acchiappa like innocuo e puerile, ma la parte chitarristica centrale lo nobilita non poco perchè alla fine,se ascolti gli u2,tu vuoi sentire QUELLA chitarra,con i suoi celebri riverberi ed effetti.
“Get Out Of Your Own Way”è la quintessenza della banalità,dell’inutilità ed esiste al solo scopo di essere skippata senza pietà come la patetica “American Soul”.
Gli U2 il punk-rock non sono proprio capaici di farlo e non capisco perchè si intestardiscano cosi tanto a provarci: ”American Soul” ha lo stesso inciso della già superflua “Volcano” e pure “The Blackout”suona patetica,muffosa,stantia…il patetico tentativo di sfoggiare del giovanilismo fuori tempo massimo.
Meglio va con “Summer of Love”,che ha il pregio di non inseguire ritornelli urlati e vede Bono alle prese di nuovo con tonalità basse che davvero esaltano il suo timbro inimitabile dei bei tempi che furono.
“Red Flag Day”ci riporta alle sonorità di “WAR”e finalmente sentiamo la presenza di Adam Clayton,per una volta non addormentato sul mixer avvolto in uno dei suoi amatissimi kimoni.
“ The Showman (Little More Better)” pare essere un divertissement sonoro,ironico,fresco ed anche un po dolente che ha un ritornello ruffiano ma divertente che fa pure venire voglia di muovere il culetto.
E’ però con i successivi pezzi “The Little Things That Give You Away” e “Landlady”che torniamo ai livelli ALTISSIMI del brano di apertura:ecco due pezzi da pelle d’oca e brividoni che ti trasportano direttamente nelle atmosfere dei migliori uddue degli anni 90.
Due pezzoni della madonna,suonati meravigliosamente e cantati ancora meglio che ti fanno venire voglia di chiamare Bono e prenderlo a ceffoni chiedendogli perchè dei pezzi così non li ha fatti prima,invece di insozzarci le orecchie con delle cagate abonormi come “song for someone” e altre cosacce inutili dal cucuzzaro post 2000.
“Love Is Bigger Than Anything In Its Way” riprende le note sonorità di “With or without you”e quindi non aggiunge nulla di nuovo e suona stucchevole e stucchevole risulta essere anche “13 (There is A Light)”nonostante le buone intenzioni del tappeto sonoro piacevolmente sommesso.
La bonus track “Book Of Your Heart” regala brividi per un Bono ancora alle prese con le giuste tonalità basse,scure,cupissime che meglio si sposano con la sua timbrica:sembra la sorellina di “Acrobat” ed anche questo pezzo ci fa capire che gli uddue sono ancora assolutamente capaci di creare melodie non scontat,e ma di grande atmosfera,solo che evidentemente hanno paura di farlo per timore di perdere il consenso popolare.
“Book Of Your Heart”, “Love Is All We Have Left” ,“The Little Things That Give You Away” e “Landlady” sono FINALMENTE i pezzi che ti aspetti dal glorioso marchio U2 e nel complesso SONGS OF EXPERIENCE suona INASPETTATAMENTE bene e ti viene voglia pure di risentirlo più e più volte come ai tempi che furono.
A quanto pare gli U2 non sono affatto morti come in molti pensavamo,probabilmente si sono semplicemente persi nello sterminato ego ipertrofico di Bono,che meglio avrebbe fatto a dedicarsi esclusivamente alla musica,anzichè a cause perse senza alcuna credibilità.

1512661058-bono-lapresse
Oggi Bono ha 57 anni,soffre di glaucoma e chissà quali altre misteriose patologie e sembra parecchio più vecchio e consumato di quanto dichiari il suo attestato di nascita.
Il Bono di oggi ha fatto i conti con la malattia,l’avvicinarsi della morte e la consapevolezza di aver compiuto parecchi (gravi)passi falsi sia come artista che come uomo…e con questo Bono,reso più umile dalle batoste,umanizzato dalle bastonate ricevute,posso dire di aver fatto pace dopo tanti anni di contestazione da fan tradita.
Gli U2 stavolta sono tornati davvero e spero non ci deludano ancora.

FB_U2

Scusate per l’assenza, ma a volte ritornano

Posted in Riflessioni e scazzi with tags , , on 27 novembre 2017 by carlottavox

Lo dichiaro subito,io sono un’ ipocondriaca,un’ipocondriaca ansiosa patologica, forse ancora più di Carlo Verdone.
Ho spesso passato notti insonni ad auto-diagnosticarmi malattie attraverso Google:ho compiuto infinite ricerche partendo da sintomi APPARENTEMENTE insignificanti per attribuirmi patologie ovviamente invalidanti o mortali..tutto questo, forse, per esorcizzare il mio terrore per ogni possibile malattia che può aggredire un essere umano.
Da wikimedica a “dica33” a “il medico risponde” ,se mai qualcuno decidesse di monitorare la mia cronologia di navigazione, troverebbe solo siti di medicina ed auto-diagnosi:fosse per me,i vari siti pornografici morirebbero di fame perché io navigo quasi solo per cercare informazioni sulle malattie o su come sono morti male personaggi più o meno noti.
Con un misto di preoccupazione e di vanto ho sempre dichiarato di “avere ancora tutti i pezzi originali”,ovvero, di essere arrivata alla mia età con ancora tutti i miei organi al proprio posto,senza aver mai subito interventi chirurgici di alcun tipo,manco la rimozione dei denti del giudizio o di una carie per intenderci,e di non aver mai soggiornato in ospedale al di là di visite mediche di controllo,
Il problema è che anche per un ipocondriaco arriva, prima o poi, il momento di fare i conti con una patologia VERA e di dover affrontare una VERA emergenza medica e di dover purtroppo solcare le porte di un ospedale,senza poter uscire subito.
Casalinga distratta,pressapochista e parecchio fancazzista,ciò che mi ha costretta a dover essere ricoverata d’urgenza all’Ospedale Oftalmico di Torino è stato un incidente domestico che ha portato al distacco della retina all’occhio destro.
Portatrice di occhiali sin dalla tenera età di sei anni,non mi sono mai preoccupata più di tanto della salute dei miei occhi,salvo cambiare gradazione delle lenti quando mi accorgevo di non vedere più bene,sono stata iniziata alle “gioie” di ogni possibile visita diagnostica e cura.

21769516_10155858271877022_678285217_n
Nel giro di due mesi,da che non avere mai nemmeno tolto le tonsille,mi sono trovata a dover stare sotto i ferri per più di 4 ore ininterrotte per un complicato intervento doppio di rimozione della cataratta e ri-accollamento della retina attraverso l’applicazione di un tampone di silicone (densiron) e a dover affrontare,un mese dopo,una seconda operazione per la rimozione di tale tampone.
In due mesi sono stata bucata da qualunque tipo di ago che non in 40 anni di età,ho degustato il TERRORE puro dei pensieri nefasti della notte prima di un intervento chirurgico e l’angoscia di vedere ogni singolo movimento chirurgico sul mio occhio, attraverso l’anestesia locale che ti lascia pienamente cosciente di quel che ti sta accadendo.
La notte dopo l’intervento ho anche avuto un delirio mistico che mi ha portato a parlare con i defunti,salvo scoprire poi che,per me,il CONTRAMAL è un trip di merda e che non c ho proprio il fisico per le sostanze psicotrope e gli oppioidi.
Mi sono dovuta barcamenare tra flebo,dolorosissimi punti nell’occhio,dolore post-operatorio e compagne di stanza ottuagenarie bisbetiche che mi hanno scambiato per una drogata e successivi ricoveri d’urgenza per “ipertono”,provando così i peggiori dolori della mia intera vita ed intraprendendo un percorso clinico e psicologico per me assolutamente inedito e spiazzante.

A 40 anni ho scoperto che esiste una dimensione parallela alla vita quotidiana di ciascuno,una realtà ospedaliera fatta di lunghissime attese e silenzi in cui si impara,per forza di cose,a coltivare la pazienza,la rassegnazione e l’accettazione del proprio destino.
Tanta è stata la paura di perdere completamente la vista dall’occhio operato, che sono caduta nell’abisso di un esaurimento nervoso con tutti i crismi,scoprendomi incredibilmente debole,fragile e spaventata.
Posso dire di aver passato il peggior momento della mia vita ed ancora adesso non so’ quale sia stata l’entità del danno che il mio occhio destro ha subito a causa di questo gravissimo distacco di retina.
Non so quante diottrie ho perso e quante ne recupererò, perché la prognosi del distacco di retina rimane riservata per mesi ed il processo di guarigione è lentissimo ed impervio,difficilissimo.
Quello che so,per certo,è che all’Ospedale Oftalmico di Torino ho trovato un chirurgo eccezionale come il Dott. Francesco Faraldi (un vero e proprio luminare nel suo campo) ed un personale medico e paramedico di assoluta eccellenza ed umanità.
Nei momenti di maggiore spavento,dolore e disperazione ho sempre trovato un sorriso amico tra i membri del reparto del Dott. Panico, ed ancora adesso ringrazio la capo-infermiera Silvia (il cognome purtroppo non lo conosco, ma spero che in qualche modo,prima o poi,legga queste mie parole di gratitudine)per la sua dolcezza e l’ausiliaria Lumia,”la ragazza musulmana con il velo” per avermi fatto ridere e sorridere anche nelle notti più disperate.

Se oggi sono in grado,pur con qualche difficoltà,di poter ancora scrivere su questo blog lo devo all’Ospedale Oftalmico di Torino:troppo spesso ascoltiamo storie di malasanità nel nostro paese ma per una volta voglio mettere in luce l’assoluta eccellenza di una nostra struttura sanitaria.
Nel momento in cui scrivo (fine novembre 2017) sta per iniziare il trasferimento dell’intero ospedale oftalmico nella cosiddetta “città della salute”:non esisterà più l’ospedale specialistico ma verrà a breve integrato nell’ospedale Molinette…perché in Italia,quando qualcosa funziona bene,ovviamente lo smantelliamo(come qui a Torino è già accaduto con un’altra eccellenza:l’ospedale Valdese).

Nonostante il dolore provato,nonostante l’angoscia e la paura, posso dirmi grata di aver ricevuto prove d’amore commoventi,manifestazioni di sincera amicizia anche da persone che non conosco personalmente e alla fine di questa brutta storia posso dire che il sentimento che prevale in me è un’infinita gratitudine per tutti quelli che mi sono stati accanto nei momenti di pura disperazione che ho avuto.
L’animo umano è cosi bizzarro che,per apprezzare la vita e quello che si ha,bisogna prima camminare sul ciglio dell’abisso guardandoci dentro.

“Un uomo che cammina lungo un
precipizio, sembra indifferente e non guarda in basso
con quella sensazione di essere immortale di chi ha perso tutto
poi vede quella stanza in fondo al corridoio, quella in cui quando si entra tutto quanto è buio
così afferra la maniglia respira, chiude gli occhi, apre la porta e tutto è li”
(Niccolo’ Fabi “ELEMENTARE”)

Cosa restera’ di questi anni SOCIAL?

Posted in Costume e società on 13 settembre 2017 by carlottavox

“Che cosa restera’ di me

del transito terrestre

di tutte le impressioni

che ho avuto in questa vita”

(Franco Battiato “Mesopotamia”)

Avere nel palmo della mano,grazie agli smartphones, l’accesso all’onniscenza di internet ed usare tutto quel potere immenso che potremmo sfruttare per istruirci o fare arte, per futilità di cui non vi rimarrà traccia alcuna.

Forse, tra 30 anni,il tronco su cui il nostro giovane padre innamorato ha inciso il nome di nostra madre sarà ancora leggibile,mentre di tutto ciò che abbiamo condiviso nell’etere dei social, non rimarrà nemmeno un’ombra pixellata.
Che cosa rimarrà di QUESTO transito terrestre?
Il nostro tempo fagocitato dai server e sputato sulla home page di centinaia di persone che si addormentano e si risvegliano contemplando un display.

Quanto tempo abbiamo buttato…tempo che non torna…tempo su cui abbiamo tirato lo sciacquone tra un selfie e l altro.
Centinaia di chat farcite di inutili pettegolezzi su persone che nemmeno conosciamo;
Ore ed ore di conversazioni futili e troppo  spesso crudeli;
Canzoni che nessuno ascolta,like sul cosa cazzo me ne importa!

Cattiveria a colazione,cyberbullismo a pranzo,porno a cena.

Invia la foto del tuo cazzo a 15 donne a cui hai appena richiesto l amicizia.
Amen,prega e ringrazia la madonna,non interrompere la catena e condividi se hai un cuore.

Diffondi la bufala fresca di giornata e digita, forte, sui tasti cose che nessuno ti dirà, urlando quanto sei indignato.
Fatti una foto con la bocca a culo di gallina e schiaffaci sopra una frase di Bukowski o  Alda Merini..sorvolando sul fatto che non li hai mai letti,e che se loro due potessero,tornerebbero dalla tomba solo per prenderti a calci.

Le risorse boldriniane ci pagheranno la pensione, le scie chimiche avvelenano i vaccini, Salvini semina odio e chi non è juventino è rosicone.
Je suis charlie,pray for Manchester e metti una cornice colorata alla tua foto da lapide digitale.

Che cosa restera’ del transito terrestre ?
La terra trema,i fiumi straripano,le bombe volano e noi nel mezzo di un attentato a dire che stiamo bene
….ma non benissimo.



Si muore sotto camion lanciati nella folla;
Si muore sparati da beduini urlanti, 

ma condividi il video di Saviano,canta “bella ciao” mentre ti stuprano e diomio..come sono belli i gattini e quanto è buono il kaffe’!!!
Che cosa restera’del transito terrestre?
Il meno possibile…speriamo il meno possibile….

 

13 Reasons Why:il male di vivere 3.0

Posted in Cinema with tags , , , on 10 luglio 2017 by carlottavox

Sarà colpa della crisi, che ci lascia sempre meno soldi nelle tasche e sempre meno voglia di uscire a socializzare (per dirsi cosa,poi?E a chi?);
Sarà che “fuori piove un mondo freddo” e sempre più raramente si ha voglia di abbandonare il proprio sicuro nido domestico per paura di essere vittime di stragi ed attentati terroristici;
Sarà che tra canali satellitari,streaming,download e NETFLIX ogni giorno c’è la possibilità di poter vedere delle nuove serie televisive di qualità spesso eccelsa…saranno probabilmente tutte queste cose insieme….ma….il dato di fatto,innegabile, è che il nuovo MUST del decennio non è più “fare cose e vedere gente”,ma è lo stare tappati in casa a spararsi ore ed ore di puntate di telefilm.
C’è chi lo fa da solo;c’è chi lo fa in coppia (come la sottoscritta) o c’è chi raduna amici in salotto per maratone di stagioni e stagioni di serial,questi sono dettagli,il dato  inconfutabile è che le serie televisive sono diventate la nostra nuova (e più interessante…lo dico da atea) religione.
La prima serie che ho amato appassionatamente (e che ho rivisto ogni qualvolta è stata ri-trasmessa) è stata I SOPRANO,con il meraviglioso e mai abbastanza rimpianto James Gandolfini.
I SOPRANO sono stati un serial rivoluzionario,di qualità superlativa, che però qui in Italia non è stato compreso:per gridare allo scandalo della rappresentazione non lusinghiera degli italo-americani,in troppi si sono persi un CAPOLAVORO che non sfigurerebbe accanto ai migliori film di Scorsese.
Dopodichè, penso di aver visto almeno 4 volte tutte le stagioni di SEX AND THE CITY (amando appassionatamente i personaggi di Samantha e Miranda,ma trovando insopportabili i tira e molla di quella frignona di Carrie con quel coglionazzo di Mr Big)ed ultimamente,con il mio compagno,ci siamo ri-visti da capo entrambe le stagioni di GOMORRA (complimenti a chi ha saputo trarre qualcosa di buono dall’inutile Saviano),imparando a memoria le battute di Don Salvatore Conte,pur essendo piemontesi e decisamente poco avvezzi al dialetto napoletano.
Io ed il mio consorte ci siamo divorati sia 1992 che 1993 con Stefano Accorsi ed il divino(e bonissimo) Guido Caprino …però,se devo dire quale serie mi ha emotivamente più coinvolta non ho dubbi :13 REASONS TO WHY.
13 REASONS TO WHY è il perfetto connubio tra passato e presente:una commedia umana sospesa tra la tecnologia del presente,la nostalgia del passato ed una raffigurazione della solitudine,della depressione e della prevaricazione violenta che purtroppo sarà eterna.
Ambientato in un piccolo college della profonda provincia americana,tra cheerleaders ed atleti che fanno a gara per chi è più popolare,a spese dei ragazzi più timidi e meno inseriti nel tessuto sociale della scuola ,13 è il TWIN PEAKS del terzo millennio:decisamente meno visionario ma indubbiamente più comprensibile ed umanamente toccante dell’opera di Lynch.
Se la terza serie di TWIN PEAKS,attesa per 25 anni ed attualmente in onda,appare più come la masturbazione visiva di un regista pazzo e geniale,13 è la serie perfetta per riflettere su temi come il bullismo,la depressione giovanile,il suicidio e la difficoltà di crescere e di trovare il proprio posto nel Mondo.
Annah Baker, dicissettenne sensibile e complicata,prima di ammazzarsi, registra 13 facciate di audiocassette(si…audiocassette,non l’unico elemento vintage della serie) che narrano della sua lenta ma inesorabile escalation verso il suicidio…da piccoli fatti apparentemente insignificanti(a patto di non essere un’adolescente fragile ed insicura) a violenze e prevaricazioni spaventose…il tutto in un ambiente di crescente omertà dove proprio chi è più popolare ha più cose da nascondere.
Praticamente I PECCATI DI PEYTON PLACE 3.0 con uno stile registico che ricorda molto da vicino le atmosfere oniriche e vintage di DONNIE DARKO,capolavoro generazionale di cui ho scritto anni fa,e con quel sapore anni 80 che emerge prepotentemente nella colonna sonora new wave.
Lo spirito del sempre amato IAN CURTIS volteggia su tutta la serie:la prima puntata si apre e si chiude sulle note di LOVE WILL TEAR US APART dei Joy Division,ed i Joy Division tornano in forma di cover in ATMOSPHERE,che accompagna una delle ultime puntate cruciali ed un poster di UNKNOW PLEASURE troneggia nella cameretta di uno dei protagonisti,il biondo Alex.

vlcsnap-2017-07-08-01h54m19s700
Ian Curtis, che si è impiccato allo stendibiancheria di casa e che per tutta la propria giovane vita ha scritto e cantato della morte,del dolore,della sofferenza fisica e mentale è come se fosse fisicamente presente in 13,cosi come la sua presenza si percepisce forte nel già citato DONNIE DARKO.
13 è il trait d’ union perfetto tra le commedie anni 80 di Hughes e gli splendidi affreschi generazionali moderni (ma con sapore anni 80) offerti da film come NOI SIAMO INFINITO,CITTA’ DI CARTA,500 Days of Summer.

Poche opere hanno saputo sviscerare così bene il senso di solitudine ed angoscia che nasce nell’età adolescenziale e 13 è il filo rosso che può legare opere APPARENTEMENTE lontane tra loro come CARRIE LO SGUARDO DI SATANA (dove il vero orrore è il bullismo,come in 13) al documentario di Micheal Moore BOWLING FOR COLUMBINE ed ELEPHANT di Van Sant.

La violenza psicologica e le vessazioni delle piccole crudeltà quotidiane armano mani tremanti e la distanza psicologica tra chi decide di tagliarsi le vene,saltare da un palazzo per  la blue whale o imbracciare un fucile per sparare a scuola alla fine  non è poi così tanta.

Lo spleen oggi viaggia attraverso adsl e fibra ottica,si diffonde sui social e scorre nelle chat di What’s app…tutti perennemente connessi con la nostra solitudine e la difficoltà di esternarla nonostante l’onnipresenza on line…questo è 13,disperatamente contemporaneo.

 

Gli hashtag possono cambiare il Mondo?Allora #appendinodimettiti

Posted in Costume e società with tags , , on 26 giugno 2017 by carlottavox

Le anime pie che leggono questo mio blog scalcinato e misconosciuto sanno che ho sempre una parola cattiva per tutti,soprattutto quando si tratta di politica.

Ho dedicato una moltitudine di post alle contraddizioni e alle imposizioni della mentalità radical chic ed in tempi in cui nessuno lo faceva,ho parlato male di Saviano quando ancora era celebrato come un Dio in terra e guai anche solo ad ironizzare sulla sua figura.

Questo è un blog apartitico e chi scrive non possiede nessuna tessera di appartenenza:questa premessa è importante visto che sto per parlare,per la prima volta su queste pagine,in maniera molto esplicita dei cinque stelle e prima che mi si appelli come “pidiota”(insulto tipico dei seguaci pentastellati a chi non concorda con loro)metto le mie carte in tavola.

Come si evince dalla testata del blog sono torinese,e credo sia importante,per una volta,fare con il mio blog testimonianza politica su quanto sta accadendo nel capoluogo sabaudo da quando Chiara Appendino è al potere, ed il tutto ha anche una valenza come esperimento sociologico sull’effettivo valore degli hashtag.

Da qualche tempo una pagina facebook di satira su Chiara Appendino chiamata “CHIARA APPENDINO CHE FA COSE “ ha lanciato l’hashtag #appendinodimettiti e tale hashtag sta piano piano diventando virale come commento social su ogni (numerosa)pagina di satira contro la sindaca (posso dirlo??mi fa orrore scrivere “sindaca” e non “sindaco”questa cosa delle parole sessiste è un’emerita stronzata)e su ogni articolo di cronaca che narra le tragicomiche gesta della Appendino.

Personalmente,sulla pagina facebook di questo mio blog, ho dato il mio contributo alla diffusione dell hashtag #appendinodimettiti e sono curiosa di capire se DAVVERO questo tam-tam social può avere una valenza politica rilevante…la grande domanda è:può un hashtag avere un effettivo riscontro nella vita REALE???

A forza di scrivere ovunque #appendinodimettiti il volere dei cittadini verrà ascoltato e otterremo le dimissioni di un pessimo sindaco??

Servono davvero gli hashtag o sono solo l’ennesima cazzata social con cui occupiamo il tempo in attesa di morire???

Questo sarà un banco di prova interessante per comprendere fino a che punto i social hanno potere sulla vita politica del paese e se DAVVERO ,chi scrive sui social, viene letto dai media e da chi il potere lo esercita e lo detiene.

People have the power??? C ha ragione Patti smith oppure sti hashtag sono un’inutile stronzata?

Ma partiamo dall’inizio…perchè ci tengo anche io a diffondere l hashtag #appendinodimettiti?

DSCN0440

Perchè,anche io,come molti,non vedo l’ora che i pentastellati abbandonino lo scranno del comune di Torino?

Ci sono una moltitudine di ragioni per cui,dopo un solo anno di governo,la Appendino dovrebbe dimettersi per manifesta incapacità.

Facciamo una cronistoria di un anno torinese a cinque stelle e facciamolo con link che documentino in modo effettivo quanto viene riportato,by-passando cosi possibili accuse di “contare balle” da parte dei supporters  della setta a cinque stelle.

Ad ottobre la primissima polemica: le mense scolastiche con la Chiara bocconiana in prima linea per imporre l’uso delle mense anche a chi non le desidera con conseguente divieto di servire acqua a chi si porta i panini da casa.

Sempre in ottobre viene cancellata una importante mostra di Monet e dopo la debacle del salone del libro,anche questo importante evento si trasferisce a Milano.

Passano i mesi e nessuna promessa elettorale sulla riqualificazione delle periferie viene mantenuta:l’ex villaggio olimpico MOI a Mirafiori  continua ad essere sede di occupazioni coatte da parte di clandestini che terrorizzano un intero quartiere (avviene anche lo stupro di una ragazza disabile),ma niente viene fatto in merito.

La città viene abbandonata a se stessa anche visivamente,con erba cosi alta in ogni quartiere periferico che sembra di stare nella savana anziché a Torino,ma in compenso le tasse aumentano del 400% e per la Tasi non si tiene nemmeno piu in conto il modello Isee mentre anche il Torino Jazz Festival viene cancellato cosi come i mercatini di natale ed altre iniziative commerciali che davano respiro agli imprenditori sabaudi .

Già questo sarebbe bastato a definire fallimentare l’operato della sindaca pentastellata ,ma poi, in pochi mesi, avviene un ‘escalation di fattacci da far tremare i polsi.

Per mesi il ritornello cantata dalla Stendins è stato che i tagli erano dovuti ad un buco di bilancio lasciato dall’amministrazione precedente, ma la corte dei conti arriva a smentire la sindaca

Nel frattempo i mezzi pubblici torinesi vanno ancora più a ramengo  ma la svolta negativa che rende un pasticciaccio brutto un vero e proprio DISASTRO è la finale juventina di Champions in piazza San Carlo,il 3 giugno, che per la dabbenaggine di comune,questura e prefettura vede 1527 feriti in ospedale e la morte della povera Erika di 38 anni.

Mentre scrivo, i feriti di piazza san carlo attendono di avere notizie in merito  ad un risarcimento che si annucia miliardario   , ma nessuna dimissione,solo la rinuncia, da parte della sindaca, alla delega sulla sicurezza che deteneva fino alla sera della strage di piazza san Carlo.

I fattacci di Piazza San Carlo inducono la sindaca a fare una stretta sulla vendita degli alcoolici ,ma  anzichè sanzionare i venditori abusivi di bottiglie in vetro che sono stati una delle principali cause di ferimento in piazza,la Chiaretta pensa bene di fare una ordinanza-coprifuoco che vieta la vendita di alcoolici dopo le 20.

La pasticciata ordinanza della sindaca pentastellata ottiene che i celerini, anzichè essere occupati per ragioni di VERA sicurezza (come il sopracitato MOI), si trovino a manganellare chi beve nei dehors e a distruggere gli stessi,causando un danno incalcolabile alla stagione lavorativa degli esercenti dei locali.

Dulcis in fundo ,per la festa patronale di San Giovanni, l’instancabile bocconiana per farsi perdonare dalla totale mancanza di piani di sicurezza in piazza san carlo (del resto, lei, quella sera era a Cardiff, in tribuna vip..ma non si dica mai che i cinque stelle sono diventati la KASTA che tanto odiano…)blinda la città ed ottiene il più penoso San Giovanni di sempre,con tanto di immagini photoshoppate per non mostrare la piazza desolatamente semivuota.

Oggi è il 26 giugno….quindi chissà quante ancora ne combinerà la nostra beneamata sindaca stellata:io mi fermo qui nella narrazione di quanto è avvenuto a Torino in un anno di governo Appendino.

Da Torinese non posso che essere INCAZZATA NERA e nel mio piccolo ci tengo a fare testimonianza di quanto sta avvendendo nella mia amata città,affinchè anche i fallimenti della Appendino siano noti cosi come quelli della sua collega romana Virginia Raggi.

Forse gli hashtag non servono assolutamente a nulla e questo articolo si dimostrerà perfettamente inutile ma, almeno non sarò stata zitta a vedere la mia città,la mia amatissima città,morire,perchè cosi,una città la si ammazza.

Ci sono voluti più di 20 anni per rendere Torino una meta turistica ed un polo di attrazione culturale per eventi di grande rilievo….ed in un solo anno i cinque stelle stanno vanificando l’evoluzione di una città.

Lo ribadisco #appendinodimettiti

19396922_10155553502647022_957437098732575954_n