Il necrologio che santifica e zittisce chi dissente

Posted in Costume e società with tags , , , , , , on 21 aprile 2017 by carlottavox

Si sà,quando muore qualcuno il caro estinto si trasforma immediatamente in “BUONANIMA”,manco partisse,dalla salma, una sorta di raggio laser di “evoluzione” come i pokemon o i digimon o i super sayan di “DRAGON BALL”.
Poco importa se la salma in questione,in vita,fosse un bastardo o un coglionazzo puccettone di prima categoria:nel momento in cui si decede,anche Adolf Hitler o Pol Pot, dalla categoria “anticristo”, passano immediatamente al rango di “buonanime” e “cari estinti”.
Tutto questo grazie ai prodigiosi poteri dell’ipocrisia popolare,spesso retaggio del cattolicesimo, di chi non valuta e non giudica OBIETTIVAMENTE le persone per ciò che hanno compiuto in vita,ma preferisce valutarli solo alla luce della pietà della morte che,comunque,a tutti tocca(buoni o cattivi).

Ancora differente e più variegato il discorso quando a morire è un personaggio celebre,un VIP:avviene attraverso i media una vera e propria santificazione multimediale che parte dal tg del mattino,passa per svariate puntate della tivvù del pomeriggio e ha il suo zenith nel ricordo serale di Mollica al Tg1.

Nel momento in cui un personaggio importante muore,tutti i suoi peccati vengono lavati, cancellati (ve l’ho detto che è un tutto un retaggio del cattolicesimo…)ed il morto eccellente diventa una semi-divinità che profuma di incenso e violette.
Si tessono lodi e si ricamano necrologi dove la parola “GENIO” viene usata come un AMEN che tutto zittisce e sotterra.

Recentemente Dario Fo,in occasione della sua dipartita,è stato celebrato come un’eccellenza della cultura italiana (personalmente sostengo che anche chi assegna i Nobel può prendere delle colossali cantonate:errare è umano)e lo si è definito un GENIO bacchettatore del potere:lo stesso Dario Fo prima repubblichino,poi compagno ed infine grillino che ha cambiato bandiera nel tempo,a seconda di come variava il vento del potere????
Dario Fo dipinto e celebrato come un alfiere della libertà,della verità e della giustizia,lo stesso Dario Fo che attraverso “SOCCORSO ROSSO” finanziava e difendeva gli assassini terroristi,sostenendo che uccidere dei fascisti non fosse un reato(poco importa che “i fascisti” massacrati fossero studenti di 19 anni come Sergio Ramelli o ragazzini come i fratelli Mattei del rogo di Primavalle)????

Niente di tutto questo è stato rammentato nel De Profundis a Dario Fo:solo celebrazioni,elogi sperticati,OMISSIONI senza la possibilità di poter avere un contraddittorio obiettivo e non di parte.

Io con questo mio post voglio semplicemente dire che NON BISOGNA DAVVERO SANTIFICARE ED INCENSARE NESSUNO!!!Un morto non diventa santo e geniale solo in quanto defunto:rimane sempre una persona e come tale và considerata,nel bene e nel male,senza omissioni di comodo!!!

In questi giorni,ad esempio,è venuto a mancare un personaggio che,nel bene e nel male,ha fatto la storia della tv e della radio italiana:Gianni Boncompagni.
Ora…io lo so che in tanti hanno amato ALTO GRADIMENTO e che per il periodo in cui andò in onda fu sicuramente un momento di rottura con i riti-ritriti dello spettacolo italiano del tempo,ok,però a risentire oggi quelle registrazioni,siete ancora certi che fossero poi cosi geniali???
ATTENZIONE…per me GENIALE è un qualcosa che supera il tempo e lo spazio ed eleva lo spirito…qualcosa che non è MAI datato,non puzza mai di vecchio e profuma di fresco anche a secoli  dalla sua creazione.
Erano poi cosi geniali le pernacchie di Bracardi,analizzate senza il velo della nostalgia di chi le ha vissute con l’orecchio incollato alla radio a transistor degli anni 70?
Scusatemi,non voglio essere irrispettosa,ma tutti voi davvero pensate che tutto quello che ha fatto Boncompagni fosse GENIALE???
La ballerina di Siviglia era geniale??I fagioli da contare nel vaso erano geniali?
Le giovani lolite smutandate in playback erano geniali?
Non vi siete mai sentiti presi per il culo,come spettatori,da tutto questo???

La mia personalissima opinione,opinabilissima e trascurabile ed insignificante,è che Boncompagni abbia fatto trasmissioni radiotelevisive di una stupidità insultante,della spazzatura concepita apposta per prendere in giro il pubblico,che invece di snobbarlo come avrebbe meritato,l ha sempre celebrato come un dissacratore di genio.
Invece di educare il pubblico a qualcosa di più alto (e Boncompagni era indubbiamente persona colta ed intelligente),invece di insegnare qualcosa di culturalmente elevato alla massa (ricordiamoci che dobbiamo la diffusione della lingua italiana alle lezioni tv del maestro Manzi: l’Italia non l ha unita Garibaldi,ma la rai tv) ,invece di far evolvere il gusto dello spettatore medio,Boncompagni ha offerto via etere la lobotomia per potersi rotolare felici nelle feci, come stercorari.
Da “NON E’ LA RAI” in avanti è passato il concetto che per stare in tivvu’ non era più necessario nessun talento e nessuna preparazione professionale adeguata…bastava ammiccare alla telecamera..et voila’.
“NON E’ LA RAI”e successivamente “IL GRANDE FRATELLO” eppoi “UOMINI E DONNE” hanno riempito i nostri schermi di gente assolutamente inadeguata a fare spettacolo,sedicenti SHOWGIRLS e TRONISTI che, senza arte né parte, si sono trovati sotto le luci della ribalta senza merito alcuno (salvo poi uscire di scena in malo modo con un carico di delusioni e dipendenze di vario tipo).
Per me questa non è GENIALITA’,semmai FURBIZIA,abilità,scaltrezza nel saper cavalcare la voglia di disimpegno a proprio uso e consumo..ma non mi parlate di GENIALITA’,per piacere.

Non sempre,soprattutto in Italia,ha successo ciò che VERAMENTE vale ed è portatore di progresso,verità e bellezza e non sempre bisogna credere ai necrologi che incensano e tessono lodi senza possibilità di poter dissentire.

Attenzione a chi ci vuol tappare la bocca ed i pensieri infliggendoci “verità” e tesi preconfenzionate da altri,attenzione perchè il confine tra “opinione diffusa” e lavaggio del cervello è incredibilmente labile.

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John Hughes e le commedie americane degli anni 80

Posted in Cinema with tags , , , , , , on 24 marzo 2017 by carlottavox

Lo confesso: ho un debole per le commedie giovanilistiche americane degli anni 80.
Sarà che gli anni 80 sono stati,probabilmente,l’ultimo decennio di disimpegno e spensieratezza che abbiamo vissuto;sarà che io negli 80 ero una bambina già ammalata di cinema che stava sempre con il naso ficcato tra le pagine di CIAK o attaccata al vhs di casa a riguardare film su film ,ma il decennio a cui sono più legata, a livello cinematografico, sono gli anni del cosiddetto edonismo reaganiano.
Sì,il mio regista preferito resta da sempre Martin Scorsese;voglio più bene a Clint Eastwood che a mia nonna e sono innamorata di Sorrentino,Virzi’,Monicelli,Scola e non dimentico i fondamentali come Kubrick,De Sica padre o Fellini…ma se sono sola a casa,puoi star certo che nel lettore dvd girerà una commedia americana degli anni 80.
Si si….Wenders è un visionario,Lynch uno psicopatico di genio, mentre Tarantino,lo sapete,mi sta sui coglionima stavolta non si parla di maestri celebrati…a sto giro si parla di John Hughes.
Dobbiamo a John Hughes i migliori film sull’adolescenza della nostra infanzia:Gus Van Sant sarà anche il cantore dei marchettari dell’idaho o dei paranoid park dei delitti senza castigo….ma è tempo di dare il giusto tributo a John Hughes.
Il robottino Bender del cartoon-cult “FUTURAMA” prende il nome da uno dei giovani personaggi di “BREAKFAST CLUB”:il meritato omaggio ad un regista che, in vita (è morto a soli 59 anni nel 2009), è sempre stato bistrattato dalla critica di settore ma che è stato amatissimo dal pubblico.

Locandina italiana Breakfast Club
“BREAKFAST CLUB” è lento,didascalico nella sua rappresentazione di vari stereotipi giovanili del periodo (la darkettona,lo sportivo,il nerd,la snob,il ribelle):direi che è semplicistico e sbrigativo nelle dinamiche psicologiche che si susseguono.
Se vogliamo essere onesti al 100% ,“BREAKFAST CLUB” è pure parecchio pretenzioso con la sua sociologia da rotocalco, però non puoi non farti coinvolgere dal balletto scatenato e liberatorio nella biblioteca,con Emilio Estevez che prende a calci tutto quello che incontra con delle Nike che sarebbero di gran moda soprattutto oggi.
E che dire del look alla Siouxie di Ally Sheedy e del carisma di Judd Nelson, che riesce ad indossare il cappottone sopra la giacca jeans e la camiciona a quadri ?
I cinque ragazzi in punizione, in poche ore di isolamento, risolvono praticamente tutti i propri conflitti interiori in un’ auto-analisi collettiva che dallo psicoterapeuta non sarebbero bastati ANNI di lettino e carrettate di dollari in parcelle.
Chi ci crede????Ma il cinema è sogno,speranza,desiderio di leggerezza e voglia di riscatto.
Secondo voi il professore si sarà sentito ferito o toccato dalla lettera/tema finale dei ragazzi???Ma che poi cosa c’è scritto di così profondo in quel tema????
Masticazzi…corriamo fuori con le nostre enormi spalline anni 80 e cantiamo a squarciagola “DON’T YOU FORGET ABOUT ME” con le braccia alzate…ma che bello,signora mia…che bello!!!!


Le mutandine di Molly Ringwald date in pegno a Anthony Micheal Hall in “UN COMPLEANNO DA RICORDARE” ed il ragazzo dei tuoi sogni che ti insegue per tutto il film eppoi ti porta via con un bolide rosso fiammante: è credibile??
Ma chi se ne fotte…in mezzo ci sono i fratelli Cusack giovanissimi,le avventure del giapu ciucco ed erotomane e Micheal Hall che cammina con in sottofondo la sigla dello storico telefilm anni 50 “DRAGNET ”.
Matthew Broderick in “UNA PAZZA GIORNATA DI VACANZA “ è il golden boy che tutti amano e nessuno riesce mai a cogliere in fallo:sale abusivamente su un carro per cantare in playback ed invece di essere picchiato e sputato, viene osannato dalla folla come una rockstar…è realistico??
Ma chi se ne frega…tutti sogniamo di prendere la macchina e vagare come dei cazzoni senza meta,cosi,come se facessimo sega da scuola e avessimo ancora 16 anni.
Signora mia,il cinema è anche evasione.

Locandina Un biglietto in due
“UN BIGLIETTO IN DUE” è il più spassoso film comico che sia mai stato girato,roba che io l avrò visto almeno 20 volte ma sento ancora il bisogno di rivederlo almeno una volta all’anno e rido per tutto il tempo,ma poi,quando Steve Martin si porta John Candy a casa sulle note di “EVERY TIME YOU GO AWAY” ci casco sempre come una ciula,e piango…perchè nei film di Hughes c’è sempre il posto per i sentimenti più puliti che fanno bene al cuore.

Di “UN BIGLIETTO IN DUE” è stato fatto anche un remake,”PARTO CON IL FOLLE”,che però nonostante la bravura degli interpreti  non possiede lo “Hughes Touch”che rendeva lievi e mai volgari storie capaci di far sorridere,sognare e commuovere.
“IO E ZIO BUCK” sarà anche un filmetto mediocre,ma la facciona di John Candy da sola vale la ripetuta visione,che un altro come lui non l’avremo più e la sua mancanza si sente forte.

Risultati immagini per john candy

Commedie leggere,con giovani protagonisti dalle faccette carine ma non troppo espressive,ma senza i film scacciapensieri di Hughes,con quelle colonne sonore irresistibili,non avremmo mai avuto un piccolo capolavoro che brilla di luce propria,nella sua cristallina perfezione, come “NOI SIAMO INFINITO” del 2012.
Nel frattempo il genere “commedia adolescenziale” si è evoluto fino a sfiorare il sublime di “NOI SIAMO INFINITO” e “DONNIE DARKO” ma, senza John Hughes ,il coniglio spettrale di Donnie non avrebbe mai annunciato assolutamente nulla.

Le commedie americane degli anni 80 noi quarantenni del nuovo millennio le portiamo dentro e senza Chevy Chase,John e Jim Belushi,Dan Aykroyd,Eddie Murphy,Bill Murray,Steve Martin,l’indimenticabile John Candy e la Whoopy Goldberg di “JUMPING JACK FLASH” so per certo che i miei ricordi infantili non sarebbero così belli.

 

Misantropia e capelli

Posted in Costume e società with tags , , on 16 marzo 2017 by carlottavox

Come ho scritto in più occasioni,il mio modello estetico di riferimento è Patti Smith:il suo stile da gattara rock mi ha conquistata,ma anche una donna con tendenza clochard come me,ogni tanto,ha bisogno di sistemare e tagliare la chioma, onde evitare di essere scritturata come comparsa per il remake di Jumanji.
Una donna che va a tagliarsi i capelli, però,non va semplicemente a sfoltire peluria ed eliminare doppie punte:andare dalla PENNOIRA (come noi torinesi chiamiamo i coiffeur di sesso femminile)è sempre un evento ESISTENZIALE.
Qualsiasi cambiamento frulli nella testa di una donna,inizierà sempre nel salone di un parrucchiere,ricordatelo!
Prima di prendere qualunque decisione importante riguardante la propria esistenza;prima di varcare qualsiasi tipo di bivio,ogni donna prima farò una capatina dalla PENNOIRA per rivoluzionare la sua immagine, oppure per mettere ordine a idee,frange e ciuffi.
Io ho la sfortuna di avere i peggiori capelli possibili,ereditati da mio padre (le uniche eredità paterne sono state genetiche):finissimi,sottili che manco la filigrana,sensibilissimi all’umidità,mossi e pure grassi…anche una piega realizzata da un parrucchiere con laurea in ingegneria spaziale e brevetto nasa,sui miei flosci capelli dura meno di 7 minuti lordi.
Ogni costruzione tricotica, sulla mia crapa, si affloscia peggio di un souffle’ e diventa una poltiglia indefinita che conferisce alla mia figura il tipico aspetto da barbona che mi contraddistingue.
A causa di queste problematiche ho abbandonato da tempo immemore la speranza di poter avere un aspetto rispettabile ed ordinato come qualunque altra donna,ma,anche per me, andare dalla PENNOIRA è un atto importante del quotidiano vivere.
Come già sapete,poi,ho la particolarità di essere una donna misogina e niente mi procura più orticaria del trovarmi in un gineceo circondata da altre donne in vena di chiacchierare .
Ho passato interi pomeriggi in coda dalla PENNOIRA,aspettando il mio turno pur avendo prenotato da giorni,a sorbirmi ore ed ore di chiacchiere sui tronisti o sui naufraghi dell’isola dei famosi che si scopano tra loro.
Ho subito in filo-diffusione i peggiori abomini del pop italiano più becero,con l’unica variante di interminabili compilation di musica latina, perchè pare che buona parte delle pennoire,fuori dal proprio salone,siano delle provette danzatrici di salsa e bachata.
Spesso mi sono portata dietro un libro,pur di isolarmi dal chiacchiericcio mondano, suscitando però occhiate di disapprovazione da parte delle altre clienti per non tenere sulle gambe,anche io, le riviste di spetteguless fornite dal salone.
Il momento più difficile, è poi sempre stato quello in cui sotto forbici e phon ci sei tu e sei tenuta a rispondere ad un fuoco di fila di domande sulla tua vita personale e professionale da parte delle altre clienti e della pennoira stessa,che manco ad un colloquio di lavoro.
Sono uscita da vari negozi di PENNOIRE in cui sono stata con i capelli in ordine,il portafogli troppo spesso vuoto e con un’emicrania terrificante,fino a quando,pochissimo tempo fa,ho osato l’inosabile:sono andata da dei parrucchieri cinesi!!!!!

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Leggende metropolitane narrano di donne che sono entrate da parrucchieri cinesi con una folta chioma e sono uscite con tutti i capelli bruciati che odoravano di involtini primavera ed altre che sono state rapite per cucire palloni e finte borse di Prada:sui parrucchieri cinesi abbiamo sentito le peggio cose.
Intimorita dalla vulgata popolare ma desiderosa di non subire più tutte le cose che ho appena descritto, sono entrata in un salone cinese in punta di piedi e con la perenne sensazione che sarei finita all’inferno ed invece ho trovato il mood ideale per una misantropa misogina come me.
Non ho trovato pentoloni contenenti zuppe di cane e nemmeno bambini incatenati per terra con ciotole di riso accanto: ho trovato invece una pulizia straordinaria,prodotti in vendita in qualunque supermercato e soprattutto un rigenerante SILENZIO!!!
Niente musica de mmmmerda in sottofondo,niente chiacchiere inutili,NIENTE ATTESA e NIENTE PRENOTAZIONE e dopo meno di 40 minuti di lavoro minuzioso,preciso, svolto in assoluto e meraviglioso silenzio, sono uscita con i capelli in ordine ed un senso di leggerezza che non avevo mai avuto dopo una seduta da una qualunque pennoira compaesana.
Io sono perfettamente al corrente delle problematiche fiscali di cui sono vittime le pennoire e gli artigiani italiani in genere a causa del disgraziato STUDIO DI SETTORE :sò che i prezzi dei saloni italiani non potranno mai essere bassi come quelli dei saloni cinesi (per colpa di chi ci governa che non fa che tartassare le piccole imprese italiane,affossandole) e questo mio articolo non vuole essere una condanna a chi svolge un lavoro nobile ed utilissimo,solo,vorrei che le parrucchiere italiane prendessero esempio dai colleghi cinesi per puntualità e compostezza.
Ho avuto modo di confrontarmi con diverse amiche e quasi nessuna di loro gradisce le ciarle da parrucco e nessuna di loro ama passare ore ed ore di attesa in un’atmosfera strapaesana di sbraco da comari.
Il silenzio è d’oro,anche e soprattutto quando ci si fanno i capelli,visto il significato esistenziale di tale rito.

Andare a tagliarsi i capelli non è confessare ogni cosa di sé come dal prete:c’è probabilmente un retaggio cattolico al modo di intendere il ruolo di parrucchiera nel costume italiano.

Sarebbe bello che lo stile di cui sono assolute regine le nostre brillanti professioniste italiane, GIUSTAMENTE rinomate anche e soprattutto per la qualità dei prodotti utilizzati, si traducesse anche in una maggiore sobrietà comportamentale.

Così facendo anche i saloni italiani saranno in grado di competere, sotto ogni aspetto, con i concorrenti orientali:conosco moltitudini di donne che, pur di non doversi sorbire il modus operandi caciarone qui descritto di tante pennoire italiane, sono passate “al lato oscuro” made in china.

La compostezza è importante quanto la qualità dei prodotti usati ed anche essa fa parte dei metri di valutazione per avere la piena eccellenza.

Per ogni parrucchiere cinese che ha imparato l’importanza fondamentale della pulizia e dell’utilizzo di prodotti sicuri, si apprenda ,da parte dei professionisti italiani, l’uso di non buttare tutto sempre in caciarca in quanto italiani.

Se dobbiamo PER FORZA intendere il salone da parrucchiera come un confessionale forzato o una sagra di paese i cinesi,per quanto mi riguarda,trionferanno sempre,con il loro millenario silenzio e la loro rigida impenetrabilità.

Sono una donna misogina

Posted in Senza categoria on 7 marzo 2017 by carlottavox

I deliri di Carlotta Zanitti

Confesso di essere una donna profondamente misogina, ma non credo,per una volta,che sia una MIA colpa questo sentimento di NON-sorellanza che avverto per l’85% delle donne:francamente credo che l’85% delle donne sia insopportabile.

Se fossi un uomo,sarei smaccatamente gay,pur di non dover avere a che fare con la maggior parte delle donne!!!!

Vostro onore…la colpa è loro,non mia,se non le reggo!Il Mondo femminile è troppo spesso stucchevole:le donne sono le carnefici di se stesse nel momento in cui aderiscono ai troppi stereotipi sessuali a cui sono state relegate!!!

Le eccezioni,grazie al cielo,esistono e ho la fortuna di annoverare tra le mie amicizie e conoscenze più care e profonde, donne cazzute,intelligenti,interessanti,divertenti e soprattutto NON CONVENZIONALI..ma le reputo comunque  eccezioni da difendere come i panda!

In sintesi:quando una donna è cazzuta,è una creatura semi-divina,ma quando ci si trova una santippe davanti,viene solo voglia di  bere cicuta!!!

Il problema è che…

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FUOCOAMMARE: aiuto,si muore di noia !!

Posted in Cinema with tags , , , on 20 febbraio 2017 by carlottavox

Quando ero bambina la notte degli Oscar per me era più importante della notte di Natale.

Per mesi mi preparavo all’evento divorando le recensioni e gli articoli di CIAK,di cui ero un’avida lettrice,eppoi mi studiavo i palmares dei vincitori dai tempi di Mary Pickford in avanti.

Imparavo le nominations a memoria(una memoria che purtroppo nel corso del tempo mi ha abbandonata, lasciandomi a cercare gli occhiali,disperatamente,per la casa,dimenticandomi di averli poggiati sulla testa).

Il cinema per me è un amore che non è mai finito e che sempre si rinnova..ed anche ora che sono adulta, e ci troviamo vicini alla fatidica notte degli Oscar, faccio il possibile per vedere quanti più film candidati possibile.

Ovviamente ho sempre fatto un tifo sfegatato per il cinema italiano in lizza e certe vittorie mi hanno commosso fino alle lacrime,come quella di Sorrentino per LA GRANDE BELLEZZA,che ho istantaneamente amato prima ancora che venisse candidato.

Quest anno in gara c’è un regista italiano dal grande passato,Francesco Rosi,in lizza con il suo documentario FUOCOAMMARE…ed io ovviamente non ho potuto fare a meno di vederlo .

locandina

Beh..per la prima volta nella mia vita mi troverò a NON tifare per un film italiano in competizione: FUOCOAMMARE è probabilmente il più brutto,noioso,retorico ed inutile documentario che io abbia mai visto.

Un’ora e 49 minuti di una noia mortale, che in confronto pure una maratona del festival di sanremo dal 49 ad oggi non sarebbe niente!

Un documentario completamente privo di ritmo nel senso cinematografico del termine,una visione che è un’ agonia che pare non avere mai fine.

Lento di una lentezza insostenibile,una lentezza che VORREBBE essere meditabonda e contemplativa, ma che invece fa soltanto venire il dubbio che lo stesso regista si sia addormentato, riprendendo per 3 interminabili minuti una vecchia signora che rifà il letto(e non sto scherzando!!!).

Un documentario quasi privo di dialoghi che alterna la vita quotidiana di un piccolo siciliano,Samuele,figlio di una famiglia umile ma dignitosa di pescatori e le immagini dei continui sbarchi che invadono Lampedusa .

Per quasi due ore vediamo il piccolo Samuele che studia,che mangia la pasta con il risucchio(che nervi!!!!),che si annoia a giocare da solo(figurarsi noi a guardarlo…tipo che viene voglia di fare una raccolta fondi per mandargli almeno una vecchia play station 2, cosi almeno non va più a rompere le scatole con la fionda agli uccellini) e che cerca di adattarsi ad un mare che dovrà abituarsi ad affrontare come pescatore una volta cresciuto.

Per quasi due ore vediamo la nonna di Samuele che fa il letto,che cuce,che cucina …roba che uno spera che prima o poi compaia Luciano Onder a parlare di prostata…cosi…per rompere la noia!!!!

Le immagini di vita umile ed ordinaria di un ragazzino qualunque vengono poi interrotte,a cazzo di cane (DICIAMOLO!!!) dalle immagini degli sbarchi dei migranti :le coperte termiche,i cadaveri,le lacrime che vediamo ogni giorno su ogni notiziario.

Il documentario di Rosi punta il dito sulle cooperative “rosse” che sfruttano il traffico dei migranti per lucrare sulla pelle dei profughi che,a parole,difendono ma, che nei fatti, sfruttano??

Il documentario di Rosi intervista i Lampedusiani per farci capire l’impatto che l’invasione continua dei migranti ha sull’economia della città e della regione??

Il documentario di Rosi fa luce sulle radiazioni che vengono emesse dalle varie navi che pattugliano il mare in cerca di carrette del mare da intercettare?

Il documentario fa inchiesta sui rapporti internazionazionali con la Libia?

Il documentario di Rosi ci dà delle risposte su come regolamentare l’esodo?

NO…..il documentario di Rosi non documenta assolutamente nulla,non fa nemmeno inchiesta e l’unico momento autenticamente interessante è quando a parlare è il medico di Lampedusa,provato umanamente dal dover avere a che fare quotidianamente con cadaveri di bambini morti durante la traversata del mare.

Le mie domande sono le seguenti :ma se questo sciapissimo FUOCCOAMMARE fosse stato girato,anzichè dal blasonato Rosi,da un Peppino Friarello o un Giovanni Pautasso qualunque…sarebbe stato ugualmente candidato all’Oscar????

Eppoi….non è che si tratta di una nomination meramente politica?

Il fatto è che l’ intellighenzia liberal americana ha ancora le palle che girano per l ‘elezione di Trump e così, quest anno, all’ Accademy hanno candidato una vagonata di film più o meno commoventi sul tema dell’immigrazione e del razzismo, perchè cosi almeno si sentono più buoni…e noi italiani,quando si parla di retorica “de sinistra” di materiale ne abbiamo sempre a disposizione per tutti .

Ovviamente le testate radical chic incensano come un capolavoro questa pellicola ammorbante per malati di insonnia, perchè cosi ci si sente tutti più buoni e più belli…che,lo sapete, quando si parla di immigrazione  è un attimo passare subito per quelli razzisti,fascio-leghisti,ma siccome,a me, non me ne frega niente di essere politicamente corretta, mi prendo la libertà di dire che, per me, FUOCOAMMARE è un pessimo,pessimo,pessimo film senile .

Auguro a FUOCOAMMARE di NON vincere nessun Oscar (sarebbe veramente LA MORTE del cinema ) e consiglio a registi senza più ispirazione di dedicarsi con profitto al gioco delle bocce.

Gli U2 e la nostalgia che diventa Business

Posted in Musica on 18 gennaio 2017 by carlottavox

Gli U2 tornano dopo le roventi polemiche suscitate dall’imposizione del loro ultimo album su tutti i dispositivi apple;

gli U2 tornano dopo il massacro mediatico ed il flop di vendite del loro mediocre “SONG OF INNOCENCE” e tornano dopo le (giuste) critiche per aver cannibalizzato la strage di Parigi al Bataclan a proprio uso e consumo,confermando la propria attitudine ad essere “professionisti del cordoglio”. 

Gli U2 avevano promesso (o minacciato) di tornare con un nuovo album in dote,quel “SONG OF EXPERIENCE” atteso al varco da tutti per togliere o posare definitivamente la pietra tombale sulla loro defunta creatività,ed invece arrivano con un un tour celebrativo per festeggiare i 30 anni dello storico album del 1987 “THE JOSHUA TREE”.

10 e lode in marketing e business:per il tour dell’ultimo album di inediti avevano scelto i palazzetti per la prima volta nella loro lunga carriera (sapendo di non riempire più le grandi arene promuovendo un album nuovo?),mentre, per tornare a riempire gli stadi, si giocano la carta del proprio luminoso passato,celebrando un album estremamente amato e popolare.

Gli ultimi 17 anni gli u2 li hanno passati ad inseguire,con l’affanno,i gusti del pubblico più generalista nel tentativo di rimanere a galla e non diventare “irrilevanti”,ma nel loro caso, si vede più furbizia che reale desiderio di incantare il proprio pubblico con le chicche del passato.

Bono, con il tour ri-evocativo di Joshua Tree, dovrà fare i conti con una presenza scenica,una prestanza fisica e soprattutto una resa vocale che lasciano a desiderare da diversi anni ed il confronto con il suo avatar del passato potrebbe essere estremamente impietoso.

Purtroppo tocca ancora stare dietro alle rockstars del passato:ormai la musica non ha più nuovi alfieri e nuovi idoli, ed ovviamente gli unici nomi in grado di mobilitare le masse per un concerto sono quelli del secolo scorso,soprattutto quando celebrano il proprio passato.

Celebrare uno straordinario passato rende molto di più della promozione di un mediocre presente.

Non c’è stato,nel rock così come nella politica,un adeguato ricambio generazionale e se vogliamo goderci del rock nei grandi spazi tocca scomodare gli ultra settantenni Rolling Stones,che ancora macinano musica con un’energia travolgente che i giovani musicisti di oggi non sono nemmeno in grado di riprodurre nei propri sogni bagnati.

I prezzi per le due date di Roma degli uddue sono alle stelle:esistono “pacchetti” che veleggiano oltre i 300 euro e ,puntualmente, si è ri-presentato l’eterno “sold out” istantaneo e truffaldino che già aveva fatto incazzare tutti per il concerto dei Coldplay.

Non si vendono più dischi da una vita e l’unica cosa che non è possibile masterizzare e piratare on line, sono le emozioni che il singolo individuo può vivere durante un ‘ esibizione live,e cosi, ormai, chi vuole vivere di musica campa quasi esclusivamente grazie ai concerti. 

I tour celebrativi di album di successo,troppo spesso, sono una vigorosa pompata di ossigeno per le casse di quegli artisti che non hanno saputo eguagliare la creatività del passato e, giocando sul fattore nostalgia del pubblico, riescono a ritagliarsi un margine di profitto che altrimenti non avrebbero.

La perpetua ri-proposizione del revival è sintomo di un’assenza di presente ma va detto,per onestà intellettuale,che non tutti i tour celebrativi del passato sono squallidi mezzucci per incassare.

Ci sono anche“operazioni nostalgia” che funzionano egregiamente:nel recente passato la carismatica Patti Smith ha celebrato i 40 anni di “HORSES” e Bruce Springsteen del suo “THE RIVER” e in questi casi c’è stata l’occasione di vedere sul palco artisti ancora vivi e scalpitanti con una fortissima credibilità anche nel presente.

Il più bel concerto a cui recentemente mi è capitato di assistere è stato quello di Peter Hook,membro fondatore dei JOY DIVISION ,che ha ri-arrangiato in modo superlativo i leggendari pezzi di “UNKNOW PLEASURE” e “CLOSER”,che se ci penso,mi viene ancora la pelle d’oca per l’esecuzione di una “DECADES” ancora meglio dell’originale eseguita per l’album ai tempi di Ian Curtis.

I Diaframma,band storica della new wave toscana,hanno dato alle stampe un vinile che ri-arrangia in chiave moderna il loro album più noto,”SIBERIA”ed anche in questo caso si può dire che l’operazione nostalgia ha prodotto qualcosa di assolutamente godibile e riuscito.

Bene hanno fatto anche i Simple Minds con la riproposizione dal vivo dei primissimi album.

La sottoscritta ha ,invece, dei fortissimi dubbi riguardo al fatto che gli U2 riescano a rendere artisticamente pregevole il loro tour-nostalgia.

Già mi tremano i polsi al pensiero di come Bono e soci possano stuprare pezzi meravigliosi come “EXIT” con i banali arrangiamenti a cui ci hanno ormai abituato da anni e con quelle arrampicate vocali di Bono che gridano vendetta e necessità di anti-mucolitici.

Insomma….io gli u2 voglio ricordarmeli da vivi e ,nel loro caso,penso che l’unica celebrazione giusta per Joshua Tree sia quella di sbattere sul piatto il vecchio vinile, anzichè spendere centinaia di euro per una bieca operazione smaccatamente commerciale.

Tutto il pene minuto per minuto

Posted in Costume e società with tags on 21 dicembre 2016 by carlottavox

Sono una persona molto curiosa,non nel senso che mi impiccio dei cazzi altrui,ma nel senso che spesso mi perdo in Google cercando storie,aneddoti,filmografie e biografie.
Posso passare ore ed ore a leggere di svariati argomenti attraverso il maggiore motore di ricerca, ed ovviamente, in questo navigare sconnesso e compulsivo,spesso incappo in strani banner pubblicitari che mi invadono lo schermo. 

Dei tanti in cui sono inciampata,uno mi ha fatto prima ridere di gusto,eppoi mi ha incuriosita cosi tanto che mi è venuta voglia di dedicargli un articolo del blog. 

Mentre assecondavo le mie sempre più sclerate sinapsi mentali leggendo on line le storie più strane,uno slippone bianco farcito di una minkiazza prepotente è comparsa a tutto schermo sul mio tablet. Il banner (l ho catturato con uno screen-shot) proclamava: METODO CASALINGO PER FAR CRESCERE IL PENE DI 2,5-5 CM A SETTIMANA.PER SEMPRE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



Allora…..io ho controllato poco fa…ed il pene ancora non ce l ho(non si sa mai,metti che mangio qualche nuova diabolica tossina che ficcano negli hamburgersss…),ed in casa non abbiamo problemi di carestia nei boxer, però stò banner mi ha fatto preoccupare!!!!

 Cioè…da 2 a 5 cm A SETTIMANA sono tanti nè….roba che fanno crescere le matranghe più in fretta delle unghie e dei capelli dei morti nelle bare (ecco..questa è una delle cose che ho scoperto navigando in rete:dopo morti, unghie capelli continuano a crescere..quante cose belle si imparano navigando,nevvero?).

Poi si parla di metodo CASALINGO,quindi immagino dei maschietti intenti a spalmarsi chissà cosa sul batacchio, eppoi stare li ad attendere che il loro armamentario del piacere cresca più in fretta dei gerani in primavera…DA 2 A 5 CM A SETTIMANA!!

Cioè…ogni giorno il pirillo cresce fino a trasformarsi da pistolino giocattolo a pistolone di Callaghan:ogni settimana,ogni giorno,ogni ora,ogni minuto,ogni secondo in cui si respira diventano mm eppoi cm in più nello slip.

 Un miracolo che manco Gesù,Renzi,Putin e Berlusconi insieme!!!! Arrivati fino a qui..si è increduli….ma si pensa…vabbè..una volta raggiunta la misura desiderata poi si smette,invece NO…perchè il banner dice che il tutto sarà PER SEMPRE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

PER SEMPRE!!!!!!!!

Cadranno i governi e le bombe,si susseguiranno inondazioni e terremoti,ci squasseranno continui e nuovi attentati terroristici ma niente…la minkia continuerà a crescere da 2 a 5 cm a settimana PER SEMPRE!! PER SEMPRE! PER SEMPRE!! 

Moriremo male tutti ma la crescita del pirillo sarà continua e costante fino alla fine dei tempi.

Crescerà più dello Spread,del Pil,del tasso di discoccupazione e di criminalità…cascherà il Mondo,saremo tutti giù per terra ma la minkia continuerà la sua inesorabile avanzata nelle mutande. 

Che poi…dico io..come faranno a camminare quando,con il passare delle settimane,dei mesi e degli anni,la loro appendice sarà divenuta molto più lunga di una terza gamba??? Eppoi cosa se ne faranno,i proprietari,di tutta quella roba???

 John Holmes con “soli” 33 cm di virilità era soggetto a svenimenti perchè , quando aveva un’erezione, tutto il sangue andava “lì” e non ce ne stava più per tutto il resto del corpo (ecco un’altra cosa che ho letto navigando on line)ed inoltre non riusciva mai ad avere erezioni complete né tantomeno a sfruttare appieno tutta la sua dotazione per mancanza di luoghi in cui poterlo alloggiare per intero!!!! 

Come sarà la vita con metri e metri di cazzo assolutamente inutilizzabili???Lo arrotoleranno e ci faranno i risvoltini? 

Io dico che banner cosi sono più terrorizzanti di una news riguardante una nuova pandemia o di un nuovo disco dei Modà o Gigi D’Alessio. 

Uomini,dai,non fateci preoccupare a noi donne:rimanete come siete. Il Mondo non è ancora pronto per dei mutanti con l’avvolgibile nelle mutande,fateci dormire tranquille,che già abbiamo tanti problemi.