Misantropia e capelli

Posted in Costume e società with tags , , on 16 marzo 2017 by carlottavox

Come ho scritto in più occasioni,il mio modello estetico di riferimento è Patti Smith:il suo stile da gattara rock mi ha conquistata,ma anche una donna con tendenza clochard come me,ogni tanto,ha bisogno di sistemare e tagliare la chioma, onde evitare di essere scritturata come comparsa per il remake di Jumanji.
Una donna che va a tagliarsi i capelli, però,non va semplicemente a sfoltire peluria ed eliminare doppie punte:andare dalla PENNOIRA (come noi torinesi chiamiamo i coiffeur di sesso femminile)è sempre un evento ESISTENZIALE.
Qualsiasi cambiamento frulli nella testa di una donna,inizierà sempre nel salone di un parrucchiere,ricordatelo!
Prima di prendere qualunque decisione importante riguardante la propria esistenza;prima di varcare qualsiasi tipo di bivio,ogni donna prima farò una capatina dalla PENNOIRA per rivoluzionare la sua immagine, oppure per mettere ordine a idee,frange e ciuffi.
Io ho la sfortuna di avere i peggiori capelli possibili,ereditati da mio padre (le uniche eredità paterne sono state genetiche):finissimi,sottili che manco la filigrana,sensibilissimi all’umidità,mossi e pure grassi…anche una piega realizzata da un parrucchiere con laurea in ingegneria spaziale e brevetto nasa,sui miei flosci capelli dura meno di 7 minuti lordi.
Ogni costruzione tricotica, sulla mia crapa, si affloscia peggio di un souffle’ e diventa una poltiglia indefinita che conferisce alla mia figura il tipico aspetto da barbona che mi contraddistingue.
A causa di queste problematiche ho abbandonato da tempo immemore la speranza di poter avere un aspetto rispettabile ed ordinato come qualunque altra donna,ma,anche per me, andare dalla PENNOIRA è un atto importante del quotidiano vivere.
Come già sapete,poi,ho la particolarità di essere una donna misogina e niente mi procura più orticaria del trovarmi in un gineceo circondata da altre donne in vena di chiacchierare .
Ho passato interi pomeriggi in coda dalla PENNOIRA,aspettando il mio turno pur avendo prenotato da giorni,a sorbirmi ore ed ore di chiacchiere sui tronisti o sui naufraghi dell’isola dei famosi che si scopano tra loro.
Ho subito in filo-diffusione i peggiori abomini del pop italiano più becero,con l’unica variante di interminabili compilation di musica latina, perchè pare che buona parte delle pennoire,fuori dal proprio salone,siano delle provette danzatrici di salsa e bachata.
Spesso mi sono portata dietro un libro,pur di isolarmi dal chiacchiericcio mondano, suscitando però occhiate di disapprovazione da parte delle altre clienti per non tenere sulle gambe,anche io, le riviste di spetteguless fornite dal salone.
Il momento più difficile, è poi sempre stato quello in cui sotto forbici e phon ci sei tu e sei tenuta a rispondere ad un fuoco di fila di domande sulla tua vita personale e professionale da parte delle altre clienti e della pennoira stessa,che manco ad un colloquio di lavoro.
Sono uscita da vari negozi di PENNOIRE in cui sono stata con i capelli in ordine,il portafogli troppo spesso vuoto e con un’emicrania terrificante,fino a quando,pochissimo tempo fa,ho osato l’inosabile:sono andata da dei parrucchieri cinesi!!!!!

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Leggende metropolitane narrano di donne che sono entrate da parrucchieri cinesi con una folta chioma e sono uscite con tutti i capelli bruciati che odoravano di involtini primavera ed altre che sono state rapite per cucire palloni e finte borse di Prada:sui parrucchieri cinesi abbiamo sentito le peggio cose.
Intimorita dalla vulgata popolare ma desiderosa di non subire più tutte le cose che ho appena descritto, sono entrata in un salone cinese in punta di piedi e con la perenne sensazione che sarei finita all’inferno ed invece ho trovato il mood ideale per una misantropa misogina come me.
Non ho trovato pentoloni contenenti zuppe di cane e nemmeno bambini incatenati per terra con ciotole di riso accanto: ho trovato invece una pulizia straordinaria,prodotti in vendita in qualunque supermercato e soprattutto un rigenerante SILENZIO!!!
Niente musica de mmmmerda in sottofondo,niente chiacchiere inutili,NIENTE ATTESA e NIENTE PRENOTAZIONE e dopo meno di 40 minuti di lavoro minuzioso,preciso, svolto in assoluto e meraviglioso silenzio, sono uscita con i capelli in ordine ed un senso di leggerezza che non avevo mai avuto dopo una seduta da una qualunque pennoira compaesana.
Io sono perfettamente al corrente delle problematiche fiscali di cui sono vittime le pennoire e gli artigiani italiani in genere a causa del disgraziato STUDIO DI SETTORE :sò che i prezzi dei saloni italiani non potranno mai essere bassi come quelli dei saloni cinesi (per colpa di chi ci governa che non fa che tartassare le piccole imprese italiane,affossandole) e questo mio articolo non vuole essere una condanna a chi svolge un lavoro nobile ed utilissimo,solo,vorrei che le parrucchiere italiane prendessero esempio dai colleghi cinesi per puntualità e compostezza.
Ho avuto modo di confrontarmi con diverse amiche e quasi nessuna di loro gradisce le ciarle da parrucco e nessuna di loro ama passare ore ed ore di attesa in un’atmosfera strapaesana di sbraco da comari.
Il silenzio è d’oro,anche e soprattutto quando ci si fanno i capelli,visto il significato esistenziale di tale rito.

Andare a tagliarsi i capelli non è confessare ogni cosa di sé come dal prete:c’è probabilmente un retaggio cattolico al modo di intendere il ruolo di parrucchiera nel costume italiano.

Sarebbe bello che lo stile di cui sono assolute regine le nostre brillanti professioniste italiane, GIUSTAMENTE rinomate anche e soprattutto per la qualità dei prodotti utilizzati, si traducesse anche in una maggiore sobrietà comportamentale.

Così facendo anche i saloni italiani saranno in grado di competere, sotto ogni aspetto, con i concorrenti orientali:conosco moltitudini di donne che, pur di non doversi sorbire il modus operandi caciarone qui descritto di tante pennoire italiane, sono passate “al lato oscuro” made in china.

La compostezza è importante quanto la qualità dei prodotti usati ed anche essa fa parte dei metri di valutazione per avere la piena eccellenza.

Per ogni parrucchiere cinese che ha imparato l’importanza fondamentale della pulizia e dell’utilizzo di prodotti sicuri, si apprenda ,da parte dei professionisti italiani, l’uso di non buttare tutto sempre in caciarca in quanto italiani.

Se dobbiamo PER FORZA intendere il salone da parrucchiera come un confessionale forzato o una sagra di paese i cinesi,per quanto mi riguarda,trionferanno sempre,con il loro millenario silenzio e la loro rigida impenetrabilità.

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Sono una donna misogina

Posted in Senza categoria on 7 marzo 2017 by carlottavox

I deliri di Carlotta Zanitti

Confesso di essere una donna profondamente misogina, ma non credo,per una volta,che sia una MIA colpa questo sentimento di NON-sorellanza che avverto per l’85% delle donne:francamente credo che l’85% delle donne sia insopportabile.

Se fossi un uomo,sarei smaccatamente gay,pur di non dover avere a che fare con la maggior parte delle donne!!!!

Vostro onore…la colpa è loro,non mia,se non le reggo!Il Mondo femminile è troppo spesso stucchevole:le donne sono le carnefici di se stesse nel momento in cui aderiscono ai troppi stereotipi sessuali a cui sono state relegate!!!

Le eccezioni,grazie al cielo,esistono e ho la fortuna di annoverare tra le mie amicizie e conoscenze più care e profonde, donne cazzute,intelligenti,interessanti,divertenti e soprattutto NON CONVENZIONALI..ma le reputo comunque  eccezioni da difendere come i panda!

In sintesi:quando una donna è cazzuta,è una creatura semi-divina,ma quando ci si trova una santippe davanti,viene solo voglia di  bere cicuta!!!

Il problema è che…

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FUOCOAMMARE: aiuto,si muore di noia !!

Posted in Cinema with tags , , , on 20 febbraio 2017 by carlottavox

Quando ero bambina la notte degli Oscar per me era più importante della notte di Natale.

Per mesi mi preparavo all’evento divorando le recensioni e gli articoli di CIAK,di cui ero un’avida lettrice,eppoi mi studiavo i palmares dei vincitori dai tempi di Mary Pickford in avanti.

Imparavo le nominations a memoria(una memoria che purtroppo nel corso del tempo mi ha abbandonata, lasciandomi a cercare gli occhiali,disperatamente,per la casa,dimenticandomi di averli poggiati sulla testa).

Il cinema per me è un amore che non è mai finito e che sempre si rinnova..ed anche ora che sono adulta, e ci troviamo vicini alla fatidica notte degli Oscar, faccio il possibile per vedere quanti più film candidati possibile.

Ovviamente ho sempre fatto un tifo sfegatato per il cinema italiano in lizza e certe vittorie mi hanno commosso fino alle lacrime,come quella di Sorrentino per LA GRANDE BELLEZZA,che ho istantaneamente amato prima ancora che venisse candidato.

Quest anno in gara c’è un regista italiano dal grande passato,Francesco Rosi,in lizza con il suo documentario FUOCOAMMARE…ed io ovviamente non ho potuto fare a meno di vederlo .

locandina

Beh..per la prima volta nella mia vita mi troverò a NON tifare per un film italiano in competizione: FUOCOAMMARE è probabilmente il più brutto,noioso,retorico ed inutile documentario che io abbia mai visto.

Un’ora e 49 minuti di una noia mortale, che in confronto pure una maratona del festival di sanremo dal 49 ad oggi non sarebbe niente!

Un documentario completamente privo di ritmo nel senso cinematografico del termine,una visione che è un’ agonia che pare non avere mai fine.

Lento di una lentezza insostenibile,una lentezza che VORREBBE essere meditabonda e contemplativa, ma che invece fa soltanto venire il dubbio che lo stesso regista si sia addormentato, riprendendo per 3 interminabili minuti una vecchia signora che rifà il letto(e non sto scherzando!!!).

Un documentario quasi privo di dialoghi che alterna la vita quotidiana di un piccolo siciliano,Samuele,figlio di una famiglia umile ma dignitosa di pescatori e le immagini dei continui sbarchi che invadono Lampedusa .

Per quasi due ore vediamo il piccolo Samuele che studia,che mangia la pasta con il risucchio(che nervi!!!!),che si annoia a giocare da solo(figurarsi noi a guardarlo…tipo che viene voglia di fare una raccolta fondi per mandargli almeno una vecchia play station 2, cosi almeno non va più a rompere le scatole con la fionda agli uccellini) e che cerca di adattarsi ad un mare che dovrà abituarsi ad affrontare come pescatore una volta cresciuto.

Per quasi due ore vediamo la nonna di Samuele che fa il letto,che cuce,che cucina …roba che uno spera che prima o poi compaia Luciano Onder a parlare di prostata…cosi…per rompere la noia!!!!

Le immagini di vita umile ed ordinaria di un ragazzino qualunque vengono poi interrotte,a cazzo di cane (DICIAMOLO!!!) dalle immagini degli sbarchi dei migranti :le coperte termiche,i cadaveri,le lacrime che vediamo ogni giorno su ogni notiziario.

Il documentario di Rosi punta il dito sulle cooperative “rosse” che sfruttano il traffico dei migranti per lucrare sulla pelle dei profughi che,a parole,difendono ma, che nei fatti, sfruttano??

Il documentario di Rosi intervista i Lampedusiani per farci capire l’impatto che l’invasione continua dei migranti ha sull’economia della città e della regione??

Il documentario di Rosi fa luce sulle radiazioni che vengono emesse dalle varie navi che pattugliano il mare in cerca di carrette del mare da intercettare?

Il documentario fa inchiesta sui rapporti internazionazionali con la Libia?

Il documentario di Rosi ci dà delle risposte su come regolamentare l’esodo?

NO…..il documentario di Rosi non documenta assolutamente nulla,non fa nemmeno inchiesta e l’unico momento autenticamente interessante è quando a parlare è il medico di Lampedusa,provato umanamente dal dover avere a che fare quotidianamente con cadaveri di bambini morti durante la traversata del mare.

Le mie domande sono le seguenti :ma se questo sciapissimo FUOCCOAMMARE fosse stato girato,anzichè dal blasonato Rosi,da un Peppino Friarello o un Giovanni Pautasso qualunque…sarebbe stato ugualmente candidato all’Oscar????

Eppoi….non è che si tratta di una nomination meramente politica?

Il fatto è che l’ intellighenzia liberal americana ha ancora le palle che girano per l ‘elezione di Trump e così, quest anno, all’ Accademy hanno candidato una vagonata di film più o meno commoventi sul tema dell’immigrazione e del razzismo, perchè cosi almeno si sentono più buoni…e noi italiani,quando si parla di retorica “de sinistra” di materiale ne abbiamo sempre a disposizione per tutti .

Ovviamente le testate radical chic incensano come un capolavoro questa pellicola ammorbante per malati di insonnia, perchè cosi ci si sente tutti più buoni e più belli…che,lo sapete, quando si parla di immigrazione  è un attimo passare subito per quelli razzisti,fascio-leghisti,ma siccome,a me, non me ne frega niente di essere politicamente corretta, mi prendo la libertà di dire che, per me, FUOCOAMMARE è un pessimo,pessimo,pessimo film senile .

Auguro a FUOCOAMMARE di NON vincere nessun Oscar (sarebbe veramente LA MORTE del cinema ) e consiglio a registi senza più ispirazione di dedicarsi con profitto al gioco delle bocce.

Gli U2 e la nostalgia che diventa Business

Posted in Musica on 18 gennaio 2017 by carlottavox

Gli U2 tornano dopo le roventi polemiche suscitate dall’imposizione del loro ultimo album su tutti i dispositivi apple;

gli U2 tornano dopo il massacro mediatico ed il flop di vendite del loro mediocre “SONG OF INNOCENCE” e tornano dopo le (giuste) critiche per aver cannibalizzato la strage di Parigi al Bataclan a proprio uso e consumo,confermando la propria attitudine ad essere “professionisti del cordoglio”. 

Gli U2 avevano promesso (o minacciato) di tornare con un nuovo album in dote,quel “SONG OF EXPERIENCE” atteso al varco da tutti per togliere o posare definitivamente la pietra tombale sulla loro defunta creatività,ed invece arrivano con un un tour celebrativo per festeggiare i 30 anni dello storico album del 1987 “THE JOSHUA TREE”.

10 e lode in marketing e business:per il tour dell’ultimo album di inediti avevano scelto i palazzetti per la prima volta nella loro lunga carriera (sapendo di non riempire più le grandi arene promuovendo un album nuovo?),mentre, per tornare a riempire gli stadi, si giocano la carta del proprio luminoso passato,celebrando un album estremamente amato e popolare.

Gli ultimi 17 anni gli u2 li hanno passati ad inseguire,con l’affanno,i gusti del pubblico più generalista nel tentativo di rimanere a galla e non diventare “irrilevanti”,ma nel loro caso, si vede più furbizia che reale desiderio di incantare il proprio pubblico con le chicche del passato.

Bono, con il tour ri-evocativo di Joshua Tree, dovrà fare i conti con una presenza scenica,una prestanza fisica e soprattutto una resa vocale che lasciano a desiderare da diversi anni ed il confronto con il suo avatar del passato potrebbe essere estremamente impietoso.

Purtroppo tocca ancora stare dietro alle rockstars del passato:ormai la musica non ha più nuovi alfieri e nuovi idoli, ed ovviamente gli unici nomi in grado di mobilitare le masse per un concerto sono quelli del secolo scorso,soprattutto quando celebrano il proprio passato.

Celebrare uno straordinario passato rende molto di più della promozione di un mediocre presente.

Non c’è stato,nel rock così come nella politica,un adeguato ricambio generazionale e se vogliamo goderci del rock nei grandi spazi tocca scomodare gli ultra settantenni Rolling Stones,che ancora macinano musica con un’energia travolgente che i giovani musicisti di oggi non sono nemmeno in grado di riprodurre nei propri sogni bagnati.

I prezzi per le due date di Roma degli uddue sono alle stelle:esistono “pacchetti” che veleggiano oltre i 300 euro e ,puntualmente, si è ri-presentato l’eterno “sold out” istantaneo e truffaldino che già aveva fatto incazzare tutti per il concerto dei Coldplay.

Non si vendono più dischi da una vita e l’unica cosa che non è possibile masterizzare e piratare on line, sono le emozioni che il singolo individuo può vivere durante un ‘ esibizione live,e cosi, ormai, chi vuole vivere di musica campa quasi esclusivamente grazie ai concerti. 

I tour celebrativi di album di successo,troppo spesso, sono una vigorosa pompata di ossigeno per le casse di quegli artisti che non hanno saputo eguagliare la creatività del passato e, giocando sul fattore nostalgia del pubblico, riescono a ritagliarsi un margine di profitto che altrimenti non avrebbero.

La perpetua ri-proposizione del revival è sintomo di un’assenza di presente ma va detto,per onestà intellettuale,che non tutti i tour celebrativi del passato sono squallidi mezzucci per incassare.

Ci sono anche“operazioni nostalgia” che funzionano egregiamente:nel recente passato la carismatica Patti Smith ha celebrato i 40 anni di “HORSES” e Bruce Springsteen del suo “THE RIVER” e in questi casi c’è stata l’occasione di vedere sul palco artisti ancora vivi e scalpitanti con una fortissima credibilità anche nel presente.

Il più bel concerto a cui recentemente mi è capitato di assistere è stato quello di Peter Hook,membro fondatore dei JOY DIVISION ,che ha ri-arrangiato in modo superlativo i leggendari pezzi di “UNKNOW PLEASURE” e “CLOSER”,che se ci penso,mi viene ancora la pelle d’oca per l’esecuzione di una “DECADES” ancora meglio dell’originale eseguita per l’album ai tempi di Ian Curtis.

I Diaframma,band storica della new wave toscana,hanno dato alle stampe un vinile che ri-arrangia in chiave moderna il loro album più noto,”SIBERIA”ed anche in questo caso si può dire che l’operazione nostalgia ha prodotto qualcosa di assolutamente godibile e riuscito.

Bene hanno fatto anche i Simple Minds con la riproposizione dal vivo dei primissimi album.

La sottoscritta ha ,invece, dei fortissimi dubbi riguardo al fatto che gli U2 riescano a rendere artisticamente pregevole il loro tour-nostalgia.

Già mi tremano i polsi al pensiero di come Bono e soci possano stuprare pezzi meravigliosi come “EXIT” con i banali arrangiamenti a cui ci hanno ormai abituato da anni e con quelle arrampicate vocali di Bono che gridano vendetta e necessità di anti-mucolitici.

Insomma….io gli u2 voglio ricordarmeli da vivi e ,nel loro caso,penso che l’unica celebrazione giusta per Joshua Tree sia quella di sbattere sul piatto il vecchio vinile, anzichè spendere centinaia di euro per una bieca operazione smaccatamente commerciale.

Tutto il pene minuto per minuto

Posted in Costume e società with tags on 21 dicembre 2016 by carlottavox

Sono una persona molto curiosa,non nel senso che mi impiccio dei cazzi altrui,ma nel senso che spesso mi perdo in Google cercando storie,aneddoti,filmografie e biografie.
Posso passare ore ed ore a leggere di svariati argomenti attraverso il maggiore motore di ricerca, ed ovviamente, in questo navigare sconnesso e compulsivo,spesso incappo in strani banner pubblicitari che mi invadono lo schermo. 

Dei tanti in cui sono inciampata,uno mi ha fatto prima ridere di gusto,eppoi mi ha incuriosita cosi tanto che mi è venuta voglia di dedicargli un articolo del blog. 

Mentre assecondavo le mie sempre più sclerate sinapsi mentali leggendo on line le storie più strane,uno slippone bianco farcito di una minkiazza prepotente è comparsa a tutto schermo sul mio tablet. Il banner (l ho catturato con uno screen-shot) proclamava: METODO CASALINGO PER FAR CRESCERE IL PENE DI 2,5-5 CM A SETTIMANA.PER SEMPRE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



Allora…..io ho controllato poco fa…ed il pene ancora non ce l ho(non si sa mai,metti che mangio qualche nuova diabolica tossina che ficcano negli hamburgersss…),ed in casa non abbiamo problemi di carestia nei boxer, però stò banner mi ha fatto preoccupare!!!!

 Cioè…da 2 a 5 cm A SETTIMANA sono tanti nè….roba che fanno crescere le matranghe più in fretta delle unghie e dei capelli dei morti nelle bare (ecco..questa è una delle cose che ho scoperto navigando in rete:dopo morti, unghie capelli continuano a crescere..quante cose belle si imparano navigando,nevvero?).

Poi si parla di metodo CASALINGO,quindi immagino dei maschietti intenti a spalmarsi chissà cosa sul batacchio, eppoi stare li ad attendere che il loro armamentario del piacere cresca più in fretta dei gerani in primavera…DA 2 A 5 CM A SETTIMANA!!

Cioè…ogni giorno il pirillo cresce fino a trasformarsi da pistolino giocattolo a pistolone di Callaghan:ogni settimana,ogni giorno,ogni ora,ogni minuto,ogni secondo in cui si respira diventano mm eppoi cm in più nello slip.

 Un miracolo che manco Gesù,Renzi,Putin e Berlusconi insieme!!!! Arrivati fino a qui..si è increduli….ma si pensa…vabbè..una volta raggiunta la misura desiderata poi si smette,invece NO…perchè il banner dice che il tutto sarà PER SEMPRE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

PER SEMPRE!!!!!!!!

Cadranno i governi e le bombe,si susseguiranno inondazioni e terremoti,ci squasseranno continui e nuovi attentati terroristici ma niente…la minkia continuerà a crescere da 2 a 5 cm a settimana PER SEMPRE!! PER SEMPRE! PER SEMPRE!! 

Moriremo male tutti ma la crescita del pirillo sarà continua e costante fino alla fine dei tempi.

Crescerà più dello Spread,del Pil,del tasso di discoccupazione e di criminalità…cascherà il Mondo,saremo tutti giù per terra ma la minkia continuerà la sua inesorabile avanzata nelle mutande. 

Che poi…dico io..come faranno a camminare quando,con il passare delle settimane,dei mesi e degli anni,la loro appendice sarà divenuta molto più lunga di una terza gamba??? Eppoi cosa se ne faranno,i proprietari,di tutta quella roba???

 John Holmes con “soli” 33 cm di virilità era soggetto a svenimenti perchè , quando aveva un’erezione, tutto il sangue andava “lì” e non ce ne stava più per tutto il resto del corpo (ecco un’altra cosa che ho letto navigando on line)ed inoltre non riusciva mai ad avere erezioni complete né tantomeno a sfruttare appieno tutta la sua dotazione per mancanza di luoghi in cui poterlo alloggiare per intero!!!! 

Come sarà la vita con metri e metri di cazzo assolutamente inutilizzabili???Lo arrotoleranno e ci faranno i risvoltini? 

Io dico che banner cosi sono più terrorizzanti di una news riguardante una nuova pandemia o di un nuovo disco dei Modà o Gigi D’Alessio. 

Uomini,dai,non fateci preoccupare a noi donne:rimanete come siete. Il Mondo non è ancora pronto per dei mutanti con l’avvolgibile nelle mutande,fateci dormire tranquille,che già abbiamo tanti problemi.

Femminile? No,DONNA ALPHA

Posted in Costume e società on 12 dicembre 2016 by carlottavox

E’ da quando sono piccola che mi sento ripetere il sempiterno rimprovero “DEVI ESSERE PIU’ FEMMINILE” :me lo diceva mia mamma,esasperata dal fatto di non riuscire a vestirmi di rosa come avrebbe desiderato fare(ottenendo il solo risultato di farmi odiare appassionatamente il rosa);

me lo ripeteva mio padre, poichè desiderava vedere sua figlia “vestita da donna” invece che “da zarrona”;

me lo sussurravano zie e nonne,che non era cosa buona e giusta essere vestita “da maschiaccio” e persino alcune amiche incontrate(eppoi lasciate) nel corso del tempo, mi hanno cantato il ritornello della femminilità ad ogni costo.

Sono stata scartata da più colloqui di lavoro perchè,pur essendo qualificata per quella data mansione, invece di gonne,top striminziti e tacchi, indossavo jeans e camicie di taglio maschile.

La mia icona di stile,per essere chiara, è  sempre stata Patti Smith,con le sue sempiterne giacche nere da uomo,le sue camicie over-size,i gilet sopra la t-shirt .La Patti con quei capelli grigi lunghissimi e scarmigliati,un po da sciamana ed un po da gattara rincoglionita,ma con un  carisma da levare il fiato!!!

Insomma,come già dissi in qs articolo,a me sta storia della femminilità stereotipata ha rotto veramente i coglioni!

Cosa vuol dire,poi, essere più femminile?????

Indossare perennemente scarpe che alterano la postura e danneggiano la colonna vertebrale?? 

Portare solo vestiti scomodi e che ti fan venire freddo solo a guardarli???

Fateci caso,nei negozi di abbigliamento i maglioni ed i giacconi invernali da donna non sono MAI maglioni e giacconi..ma MAGLIONCINI leggeri-leggeri e striminiziti e GIACCHINE CORTE…oh…IO HO FREDDO cazzo,e voglio coprire e proteggere la mia fottuta carcassa!!!!

Dovremmo sempre essere in tiro,con trucco e parrucco in ordine, anche per portare giù la monnezza???

E dovremmo rincorrere i bus e portare le borse della spesa per km con indosso dei tacchi ????


Gli uomini possono anche non fare la doccia per giorni,avere la fiatella e grattarsi voluttuosamente le palle centinaia di volte all’ora,ma noi NO…sempre profumate,in ordine,impeccabili….ma basta dai !!!

E non ditemi che si tratta di una questione di “rispetto per se stesse” l’acconciarsi sempre come la fantasia del maschio comanda:non è cercando sempre l’altrui approvazione, che si ha rispetto per la propria dignità di essere umano pensante.

La faccenda della “femminilità” mi è sempre sembrata un modo per imbrigliare le donne, rinchiudendole in uno stereotipo di comodo:la donna remissiva,moglie e madre sottomessa.

La donna trattata come una creatura inferiore,  relegata al solito ruolo di oggetto sessuale,una figurina masturbatoria ad uso e consumo delle (trite)fantasie dei maschi più ottusi e retrogradi.
Stiamo sempre a criticare i musulmani per come sottomettono le donne e per il velo,ma i vestiti da mignottona-milfona sono il burka dell’occidente!!!


Le poche volte in cui,nella mia vita,mi sono “vestita da donna” mi sono sentita come in maschera:ho percepito il mio corpo ancora più goffo e fuori controllo del solito e mi sono grattata e lamentata fino a che non ho potuto tornare a casa e strapparmi i collant di dosso e lanciare nella pattumiera le scarpe con i tacchi.



Io vorrei dire alle ragazzine,alle adolescenti,alle giovani donne,che non è OBBLIGATORIO essere femminili, se non ne avete voglia:non è necessario,non è un imperativo!!!

Vestitevi “da femmine” solo se DAVVERO la cosa vi diverte e vi piace!!!

Sarete sempre e comunque DONNE anche in tuta e con le scarpe da ginnastica e se non avete voglia di truccarvi come Scaramacai,non fatelo,cazzo!!!!

Enzo Miccio non vi picchierà spuntando fuori da sotto il letto come un babau del look.

Siete PERSONE,non figurine bidimensionali.

Siete persone e non siete classificabili ed etichettabili solo in funzione del vostro apparato riproduttivo.

Troverete sempre qualcuno pronto a dirvi che una donna non deve mangiare o fumare o bere oppure che non può vivere la sua sessualità come meglio crede, in quanto donna…voi queste persone non ascoltale proprio!! 

Oggi potete definirvi DONNE ALPHA,donne liberate dallo stereotipo della femminilità, senza più essere accusate di essere delle virago!!!

Se preferite la carriera alla prospettiva di diventare madri non sentitevi più in colpa! Oriana Fallaci,la più grande “Alpha woman” della storia disse in merito:

“Essere mamma non è un mestiere. Non è nemmeno un dovere. È solo un diritto tra tanti diritti.”

Siate madri solo se DAVVERO lo desiderate e non perché qualcuno vi dice che DOVETE esserlo, in quanto donne munite di utero.


Tu,ragazzina occhialuta con i capelli grassi ed i brufoli che non ti separi mai dalle tue ADIDAS e dai tuoi 501,non credere alle amiche che ti dicono che cosi conciata non troverai mai un uomo:gli uomini che sanno andare al di la delle apparenze,uomini che non giudicano il monaco dal vestito,ESISTONO.

Devi sapere,ragazzina,che molti maschietti alla fine si rompono i coglioni di chi ha più tempo per lo specchio che per loro, e alla fine, mollano la bellona per faccia-di-topo, se la roditrice è più dolce e simpatica del troione tutto pittato.

Mia giovane lettrice che ora piangi sul cuscino perchè a scuola ti prendono in giro perchè non sei “figa” e alla moda come le altre compagne,resisti:rifugiati nei libri e quei libri che oggi ti tengono compagnia ti renderanno una persona più ricca domani
…e se ne accorgeranno anche quelli che oggi ti prendono in giro,quando la vita presenterà loro il conto della propria vacuità.

Impara la nobile arte del sarcasmo e seppellisci con una battuta chi ti deride
perchè non accetti gli standard di femminilità imposti da una società che FINGE di essere moderna,ma che è ancora ferma ad una concezione della donna da ventennio.
Bambina….fregatene se non hai il perizoma o il tanga,ricordati che per fare l’amore le mutande si tolgono e per farlo BENE serve l’anima,nient altro

40 anni nel 2016

Posted in Costume e società on 5 novembre 2016 by carlottavox

Il 23 dicembre del 2016 compirò “i miei primi 40 anni”:da tempo sento di aver solcato “ la linea d’ombra” tra giovinezza ed età adulta,ma quest anno si tratta del traguardo anagrafico vero e proprio e,si sa,in molti non escono vivi dagli “anta”.

Secondo i giovani dei social “quarantenne” è sinonimo di “fall NKito”,del resto,i miei coetanei,in genere, non si distinguono per la pubblicazione di post particolarmente intelligenti sulle proprie bacheche facebook.

A leggere le pagine web di derisione dei quarantenni,sembra che i miei coetanei,su facebook,si muovano solo tra improbabili “buongiornissimi”;

caffè più corroboranti di una striscia di coca ed immagini zuccherose o hard,senza che esistano vie di mezzo tra foto di cagnolini e gattini melensi o culi spalancati che manco dal proctologo.

I quarantenni vengono derisi in ogni dove:ci definiscono retrogradi,bigotti,razzisti,creduloni,persino appassionati telespettatori di”Don Matteo”e del “Medico in Famiglia” o di altri programmi nazional-popolari che pure a Villa Arzilla risulterebbero antiquati.

Quando un giovane vuole insultare qualcuno gli dà del “quarantenne”,ovvero invecchiato anzitempo,ammuffito,privo di contenuto e significato. Come si diventa la generazione più fallimentare della storia moderna??

Sicuramente esistono quarantenni assolutamente vincenti,rampanti,realizzati,io non ne conosco personalmente e li vedo un po come creature mitologiche,unicorni di chissà quale galassia lontana anni luce da me e dai miei fallimenti quotidiani.

Gaber sosteneva che la sua generazione aveva perso,la mia,a quanto sembra, non ci ha nemmeno provato a vincere,abbiamo direttamente perso a tavolino prima di iniziare qualunque tipo di battaglia.

Finite le ideologie,inquisiti tutti i deputati,ai quarantenni sono rimaste solo le scie chimiche e movimenti pseudo-politici più simili a sette che a partiti:”questo di tanta speme oggi mi resta”.

Non abbiamo lavoro fisso;flessibilità per noi ha sempre e solo voluto dire stare a 90°;spesso dipendiamo economicamente da qualcun altro e non riusciamo ad uscire dalla nostalgia delle merendine e dei cartoni animati degli anni 80.

Non siamo fricchettoni,non siamo compagni,non siamo fasci,non siamo dark,non siamo manco paninari o skinhead.

Ad ascoltare le nuove generazioni,siamo creature amorfe che vegetano sul pianeta,bazzicando la crosta terrestre senza soluzione di continuità, mettendo un piede dietro l’altro,giorno dopo giorno,sperando di non inciampare sui nostri stessi passi.

Ci scattiamo spesso troppi “selfie” perchè non riconosciamo l’immagine che vediamo riflessa nello specchio e quindi cerchiamo qualcuno che,con un “like”,ci dica chi siamo,perchè noi continuiamo a non saperlo.

In bilico perenne tra i desideri di una giovinezza non ancora sbiadita e le disillusioni della vecchiaia;sognatori e cinici al tempo stesso,pronti ad essere sbranati da chiunque.

Ma noi quarantenni siamo DAVVERO dei poveri rincoglioniti buoni a niente?Meritiamo tanta derisione?

Di fatto meglio degli idioti,ma tutto sommato innocui,”buongiornissimi” che non il malmenare o stuprare,in branco, coetanei in favore di telecamera per poi postare il tutto su you tube,se proprio volessimo essere NOI polemici nei confronti degli usi e costumi idelle nuove generazioni.

La generazione dei risvoltini ci sbeffeggia,ci vede come un esempio negativo da non imitare ma, in realtà, la nostra mancanza di un’identità precisa può diventare la nostra forza,cosi’ come il non prenderci troppo sul serio.

Possiamo re-inventarci ogni giorno,possiamo essere personaggi in cerca d’autore e possiamo prendere dalla storia ciò che riteniamo più opportuno, in maniera personale e senza dogmi politici e religiosi generazionali come in passato.

Possiamo essere i rivoluzionari liquidi,sguscianti e non etichettabili…possiamo mettere in atto una rivincita inaspettata…..ma… facciamolo domani……….adesso devo postare su facebook un mio selfie mentre bevo un caffè,lungo,americano….eppoi magari ci sarà un olocausto nucleare molto presto…e sti cazzi ….moriremo tutti,falliti e non.

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