Archivio per MISANTROPIA E CAPELLI

Misantropia e capelli

Posted in Costume e società with tags , , on 16 marzo 2017 by carlottavox

Come ho scritto in più occasioni,il mio modello estetico di riferimento è Patti Smith:il suo stile da gattara rock mi ha conquistata,ma anche una donna con tendenza clochard come me,ogni tanto,ha bisogno di sistemare e tagliare la chioma, onde evitare di essere scritturata come comparsa per il remake di Jumanji.
Una donna che va a tagliarsi i capelli, però,non va semplicemente a sfoltire peluria ed eliminare doppie punte:andare dalla PENNOIRA (come noi torinesi chiamiamo i coiffeur di sesso femminile)è sempre un evento ESISTENZIALE.
Qualsiasi cambiamento frulli nella testa di una donna,inizierà sempre nel salone di un parrucchiere,ricordatelo!
Prima di prendere qualunque decisione importante riguardante la propria esistenza;prima di varcare qualsiasi tipo di bivio,ogni donna prima farò una capatina dalla PENNOIRA per rivoluzionare la sua immagine, oppure per mettere ordine a idee,frange e ciuffi.
Io ho la sfortuna di avere i peggiori capelli possibili,ereditati da mio padre (le uniche eredità paterne sono state genetiche):finissimi,sottili che manco la filigrana,sensibilissimi all’umidità,mossi e pure grassi…anche una piega realizzata da un parrucchiere con laurea in ingegneria spaziale e brevetto nasa,sui miei flosci capelli dura meno di 7 minuti lordi.
Ogni costruzione tricotica, sulla mia crapa, si affloscia peggio di un souffle’ e diventa una poltiglia indefinita che conferisce alla mia figura il tipico aspetto da barbona che mi contraddistingue.
A causa di queste problematiche ho abbandonato da tempo immemore la speranza di poter avere un aspetto rispettabile ed ordinato come qualunque altra donna,ma,anche per me, andare dalla PENNOIRA è un atto importante del quotidiano vivere.
Come già sapete,poi,ho la particolarità di essere una donna misogina e niente mi procura più orticaria del trovarmi in un gineceo circondata da altre donne in vena di chiacchierare .
Ho passato interi pomeriggi in coda dalla PENNOIRA,aspettando il mio turno pur avendo prenotato da giorni,a sorbirmi ore ed ore di chiacchiere sui tronisti o sui naufraghi dell’isola dei famosi che si scopano tra loro.
Ho subito in filo-diffusione i peggiori abomini del pop italiano più becero,con l’unica variante di interminabili compilation di musica latina, perchè pare che buona parte delle pennoire,fuori dal proprio salone,siano delle provette danzatrici di salsa e bachata.
Spesso mi sono portata dietro un libro,pur di isolarmi dal chiacchiericcio mondano, suscitando però occhiate di disapprovazione da parte delle altre clienti per non tenere sulle gambe,anche io, le riviste di spetteguless fornite dal salone.
Il momento più difficile, è poi sempre stato quello in cui sotto forbici e phon ci sei tu e sei tenuta a rispondere ad un fuoco di fila di domande sulla tua vita personale e professionale da parte delle altre clienti e della pennoira stessa,che manco ad un colloquio di lavoro.
Sono uscita da vari negozi di PENNOIRE in cui sono stata con i capelli in ordine,il portafogli troppo spesso vuoto e con un’emicrania terrificante,fino a quando,pochissimo tempo fa,ho osato l’inosabile:sono andata da dei parrucchieri cinesi!!!!!

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Leggende metropolitane narrano di donne che sono entrate da parrucchieri cinesi con una folta chioma e sono uscite con tutti i capelli bruciati che odoravano di involtini primavera ed altre che sono state rapite per cucire palloni e finte borse di Prada:sui parrucchieri cinesi abbiamo sentito le peggio cose.
Intimorita dalla vulgata popolare ma desiderosa di non subire più tutte le cose che ho appena descritto, sono entrata in un salone cinese in punta di piedi e con la perenne sensazione che sarei finita all’inferno ed invece ho trovato il mood ideale per una misantropa misogina come me.
Non ho trovato pentoloni contenenti zuppe di cane e nemmeno bambini incatenati per terra con ciotole di riso accanto: ho trovato invece una pulizia straordinaria,prodotti in vendita in qualunque supermercato e soprattutto un rigenerante SILENZIO!!!
Niente musica de mmmmerda in sottofondo,niente chiacchiere inutili,NIENTE ATTESA e NIENTE PRENOTAZIONE e dopo meno di 40 minuti di lavoro minuzioso,preciso, svolto in assoluto e meraviglioso silenzio, sono uscita con i capelli in ordine ed un senso di leggerezza che non avevo mai avuto dopo una seduta da una qualunque pennoira compaesana.
Io sono perfettamente al corrente delle problematiche fiscali di cui sono vittime le pennoire e gli artigiani italiani in genere a causa del disgraziato STUDIO DI SETTORE :sò che i prezzi dei saloni italiani non potranno mai essere bassi come quelli dei saloni cinesi (per colpa di chi ci governa che non fa che tartassare le piccole imprese italiane,affossandole) e questo mio articolo non vuole essere una condanna a chi svolge un lavoro nobile ed utilissimo,solo,vorrei che le parrucchiere italiane prendessero esempio dai colleghi cinesi per puntualità e compostezza.
Ho avuto modo di confrontarmi con diverse amiche e quasi nessuna di loro gradisce le ciarle da parrucco e nessuna di loro ama passare ore ed ore di attesa in un’atmosfera strapaesana di sbraco da comari.
Il silenzio è d’oro,anche e soprattutto quando ci si fanno i capelli,visto il significato esistenziale di tale rito.

Andare a tagliarsi i capelli non è confessare ogni cosa di sé come dal prete:c’è probabilmente un retaggio cattolico al modo di intendere il ruolo di parrucchiera nel costume italiano.

Sarebbe bello che lo stile di cui sono assolute regine le nostre brillanti professioniste italiane, GIUSTAMENTE rinomate anche e soprattutto per la qualità dei prodotti utilizzati, si traducesse anche in una maggiore sobrietà comportamentale.

Così facendo anche i saloni italiani saranno in grado di competere, sotto ogni aspetto, con i concorrenti orientali:conosco moltitudini di donne che, pur di non doversi sorbire il modus operandi caciarone qui descritto di tante pennoire italiane, sono passate “al lato oscuro” made in china.

La compostezza è importante quanto la qualità dei prodotti usati ed anche essa fa parte dei metri di valutazione per avere la piena eccellenza.

Per ogni parrucchiere cinese che ha imparato l’importanza fondamentale della pulizia e dell’utilizzo di prodotti sicuri, si apprenda ,da parte dei professionisti italiani, l’uso di non buttare tutto sempre in caciarca in quanto italiani.

Se dobbiamo PER FORZA intendere il salone da parrucchiera come un confessionale forzato o una sagra di paese i cinesi,per quanto mi riguarda,trionferanno sempre,con il loro millenario silenzio e la loro rigida impenetrabilità.

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