Archivio per Tredici

13 Reasons Why:il male di vivere 3.0

Posted in Cinema with tags , , , on 10 luglio 2017 by carlottavox

Sarà colpa della crisi, che ci lascia sempre meno soldi nelle tasche e sempre meno voglia di uscire a socializzare (per dirsi cosa,poi?E a chi?);
Sarà che “fuori piove un mondo freddo” e sempre più raramente si ha voglia di abbandonare il proprio sicuro nido domestico per paura di essere vittime di stragi ed attentati terroristici;
Sarà che tra canali satellitari,streaming,download e NETFLIX ogni giorno c’è la possibilità di poter vedere delle nuove serie televisive di qualità spesso eccelsa…saranno probabilmente tutte queste cose insieme….ma….il dato di fatto,innegabile, è che il nuovo MUST del decennio non è più “fare cose e vedere gente”,ma è lo stare tappati in casa a spararsi ore ed ore di puntate di telefilm.
C’è chi lo fa da solo;c’è chi lo fa in coppia (come la sottoscritta) o c’è chi raduna amici in salotto per maratone di stagioni e stagioni di serial,questi sono dettagli,il dato  inconfutabile è che le serie televisive sono diventate la nostra nuova (e più interessante…lo dico da atea) religione.
La prima serie che ho amato appassionatamente (e che ho rivisto ogni qualvolta è stata ri-trasmessa) è stata I SOPRANO,con il meraviglioso e mai abbastanza rimpianto James Gandolfini.
I SOPRANO sono stati un serial rivoluzionario,di qualità superlativa, che però qui in Italia non è stato compreso:per gridare allo scandalo della rappresentazione non lusinghiera degli italo-americani,in troppi si sono persi un CAPOLAVORO che non sfigurerebbe accanto ai migliori film di Scorsese.
Dopodichè, penso di aver visto almeno 4 volte tutte le stagioni di SEX AND THE CITY (amando appassionatamente i personaggi di Samantha e Miranda,ma trovando insopportabili i tira e molla di quella frignona di Carrie con quel coglionazzo di Mr Big)ed ultimamente,con il mio compagno,ci siamo ri-visti da capo entrambe le stagioni di GOMORRA (complimenti a chi ha saputo trarre qualcosa di buono dall’inutile Saviano),imparando a memoria le battute di Don Salvatore Conte,pur essendo piemontesi e decisamente poco avvezzi al dialetto napoletano.
Io ed il mio consorte ci siamo divorati sia 1992 che 1993 con Stefano Accorsi ed il divino(e bonissimo) Guido Caprino …però,se devo dire quale serie mi ha emotivamente più coinvolta non ho dubbi :13 REASONS TO WHY.
13 REASONS TO WHY è il perfetto connubio tra passato e presente:una commedia umana sospesa tra la tecnologia del presente,la nostalgia del passato ed una raffigurazione della solitudine,della depressione e della prevaricazione violenta che purtroppo sarà eterna.
Ambientato in un piccolo college della profonda provincia americana,tra cheerleaders ed atleti che fanno a gara per chi è più popolare,a spese dei ragazzi più timidi e meno inseriti nel tessuto sociale della scuola ,13 è il TWIN PEAKS del terzo millennio:decisamente meno visionario ma indubbiamente più comprensibile ed umanamente toccante dell’opera di Lynch.
Se la terza serie di TWIN PEAKS,attesa per 25 anni ed attualmente in onda,appare più come la masturbazione visiva di un regista pazzo e geniale,13 è la serie perfetta per riflettere su temi come il bullismo,la depressione giovanile,il suicidio e la difficoltà di crescere e di trovare il proprio posto nel Mondo.
Annah Baker, dicissettenne sensibile e complicata,prima di ammazzarsi, registra 13 facciate di audiocassette(si…audiocassette,non l’unico elemento vintage della serie) che narrano della sua lenta ma inesorabile escalation verso il suicidio…da piccoli fatti apparentemente insignificanti(a patto di non essere un’adolescente fragile ed insicura) a violenze e prevaricazioni spaventose…il tutto in un ambiente di crescente omertà dove proprio chi è più popolare ha più cose da nascondere.
Praticamente I PECCATI DI PEYTON PLACE 3.0 con uno stile registico che ricorda molto da vicino le atmosfere oniriche e vintage di DONNIE DARKO,capolavoro generazionale di cui ho scritto anni fa,e con quel sapore anni 80 che emerge prepotentemente nella colonna sonora new wave.


Lo spirito del sempre amato IAN CURTIS volteggia su tutta la serie:la prima puntata si apre e si chiude sulle note di LOVE WILL TEAR US APART dei Joy Division,ed i Joy Division tornano in forma di cover in ATMOSPHERE,che accompagna una delle ultime puntate cruciali ed un poster di UNKNOW PLEASURE troneggia nella cameretta di uno dei protagonisti,il biondo Alex.

vlcsnap-2017-07-08-01h54m19s700
Ian Curtis, che si è impiccato allo stendibiancheria di casa e che per tutta la propria giovane vita ha scritto e cantato della morte,del dolore,della sofferenza fisica e mentale è come se fosse fisicamente presente in 13,cosi come la sua presenza si percepisce forte nel già citato DONNIE DARKO.
13 è il trait d’ union perfetto tra le commedie anni 80 di Hughes e gli splendidi affreschi generazionali moderni (ma con sapore anni 80) offerti da film come NOI SIAMO INFINITO,CITTA’ DI CARTA,500 Days of Summer.

Poche opere hanno saputo sviscerare così bene il senso di solitudine ed angoscia che nasce nell’età adolescenziale e 13 è il filo rosso che può legare opere APPARENTEMENTE lontane tra loro come CARRIE LO SGUARDO DI SATANA (dove il vero orrore è il bullismo,come in 13) al documentario di Micheal Moore BOWLING FOR COLUMBINE ed ELEPHANT di Van Sant.

La violenza psicologica e le vessazioni delle piccole crudeltà quotidiane armano mani tremanti e la distanza psicologica tra chi decide di tagliarsi le vene,saltare da un palazzo per  la blue whale o imbracciare un fucile per sparare a scuola alla fine  non è poi così tanta.

Lo spleen oggi viaggia attraverso adsl e fibra ottica,si diffonde sui social e scorre nelle chat di What’s app…tutti perennemente connessi con la nostra solitudine e la difficoltà di esternarla nonostante l’onnipresenza on line…questo è 13,disperatamente contemporaneo.